Grassi, i nemici della sana alimentazione?

Dott.ssa Martina De Renzis
  • Esperta in Diete e alimentazione

Quando si parla di alimentazione i grassi sono sempre i primi ad essere condannati. Forse non tutti sanno che all’interno di un regime alimentare sano e completo, non dovrebbe mai mancare una giusta porzione di grassi. 

Olio

I grassi, detti anche lipidi, sono macronutrienti così come le proteine e i carboidrati. Sono i nutrienti con la maggiore densità calorica ed energetica (forniscono 9 kcal per grammo) ed hanno un ruolo sia strutturale, essendo i componenti principali delle membrane cellulari che funzionale, intervenendo nella produzione e sintesi di ormoni e regolando diversi processi infiammatori.

Ma come scegliere i grassi da inserire nella nostra alimentazione? Scopriamoli meglio.

Sentiamo spesso parlare di grassi buoni e grassi cattivi.

Grassi, Buoni

I grassi buoni si dividono in monoinsaturi, l’esempio per eccellenza è l’olio extravergine d’oliva e tutti gli altri oli vegetali (come quello di semi di lino o di girasole o soia) e in polinsaturi, ovvero gli omega 3, omega 6 e omega 9, contenuti nel pesce azzurro e nella frutta secca, ad esempio. I grassi buoni sono quelli deputati a contrastare l’effetto del colesterolo LDL, riducendo il rischio di problemi alla circolazione.

Margarina

Per grassi cattivi, invece, si intendono i saturi e i trans. La maggior parte degli alimenti che contengono questi grassi si trovano allo stato solido a temperatura ambiente. Tra questi troviamo la margarina, il burro e il grasso animale.

All’interno di un regime alimentare equilibrato si deve tener conto sia dei grassi presenti negli alimenti che di quelli dei condimenti da aggiungere a crudo o in cottura. Le quantità necessarie si aggirano intorno ad una quota compresa tra il 20% e il 35%.

Sangue

In termini di prevenzione cardiovascolare, oltre alla qualità e quantità dei grassi, va tenuta in considerazione anche la qualità e quantità dei carboidrati, preferendo quelli a più lento assorbimento come gli amidi, meglio se integrali. Non solo, diversi studi hanno dimostrato che il consumo di pesce e prodotti ittici almeno 2-3 volte a settimana consente di assumere le quantità necessarie di omega 3 in grado di esercitare azioni benefiche a livello cardiovascolare.