Glutine e celiachia: cosa sono?

Paolo Cesarotti
  • Esperta in Diete e alimentazione

Consulenza del dottor Luca Elli, coordinatore dello studio Glutox promosso dall’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO), gastroenterologo presso il Centro Celiachia della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Milano; scopriamo qualcosa in più sulla sensibilità al glutine.

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Il glutine causa diversi patologie attraverso differenti meccanismi: la celiachia, che è una malattia autoimmune, alcune patologie allergiche al glutine e al grano, così come una nuova forma di sensibilità al glutine non celiaca, che si riscontra in pazienti non celiaci e non allergici, in concomitanza con l’assunzione di farinacei e glutine.

Il dottor Luca Elli, gastroenterologo e coordinatore dello studio Glutox promosso dall’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri, spiega:

“Per questo motivo abbiamo cercato di verificare una modalità più precisa per diagnosticare e definire quest’ultima categoria di pazienti, che se sottoposti ad esami specifici non presentano variazioni a livello ematochimico o alle biopsie, valutabili come per la celiachia o l’allergia al grano”.

Grazie allo studio è stato possibile comprendere che alcuni soggetti definiti come affetti dalla sindrome dell’intestino o del colon irritabile, i cui sintomi (diarrea, dolore addominale, gonfiore) vengono trattati con farmaci importanti come antidepressivi, anti-irritanti, anti-piretici, sono in realtà sensibili al glutine.

“A un quarto di essi”, rivela lo specialista, “potrebbe giovare un cambiamento temporaneo della dieta e ciò sarebbe un grande beneficio, in quanto il paziente non dovrebbe più assumere medicinali in maniera cronica”.

Cos’è il glutine

Si tratta di un complesso proteico contenuto in grano tenero, grano duro, farro, segale, kamut, orzo e altri cereali minori. È un ingrediente molto diffuso nell’industria alimentare perché è in grado di conferire elasticità e consistenza al prodotto finale e favorisce la lievitazione degli impasti. Per questo motivo, lo si trova anche in cibi diversi da pane, pasta, pizza e biscotti. Impiegato come addensante, è presente in alcuni farmaci. 

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L’identikit di chi è sensibile al glutine

La sensibilità al glutine può insorgere in qualsiasi momento della vita, più frequentemente risulta positiva al test la popolazione femminile tra i 30 e i 40 anni. Può trattarsi di un’intolleranza transitoria, oppure ricorrente nel tempo. E questa seconda ipotesi è quella più accreditata al momento dalla letteratura scientifica.

“Chi pensa di essere sensibile al glutine”, conclude Elli, “deve rivolgersi al proprio medico, per escludere altre patologie. Assolutamente vietato mettersi a dieta da soli. È opportuno sottoporsi a un iter di esami che preveda l’esclusione della celiachia e dell’allergia ed eventualmente effettuare test di simulazione”.