Germogli: proprietà e utilizzi

Revisione dell’articolo a cura della dottoressa nutrizionista Martina De Renzis

I germogli di cereali e di legumi sono gli alimenti ideali per restare giovani e belli. Ormai si possono acquistare ovunque o coltivare facilmente in casa, all’interno o nel poco spazio ombroso di un balcone. Non richiedono uso di pesticidi o di concimi e sono vere prelibatezze. Conosciamo tutte le caratteristiche di questi minuscoli concentrati di salute.

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Lo stadio di germinazione di soia, fieno greco, girasole, ceci, ma anche  di farro, miglio, orzo, sedano, crescione, è conosciuto e apprezzato dai cinesi da millenni.

Oggi i germogli sono i migliori alleati per chi vuole salvaguardare la salute, non rimanere mai a corto di energie e mantenere la linea.

Germogli: integratori naturali

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Sono ricchissimi di sostanze nutritive, proprio perché si trovano al culmine del loro ciclo biologico: proteine di buon valore, grassi insaturi, vitamine, sali minerali, fra cui calcio, ferro, potassio, magnesio, fosforo e zinco altamente concentrati.

Il loro punto di forza è la ricchezza di enzimi sviluppati dal processo di germinazione, enzimi che si possono considerare catalizzatori biologici in grado di favorire la trasformazione dei grassi in acidi grassi più digeribili.

E ancora: durante la germinazione le proteine vengono “predigerite” dagli enzimi, scomponendosi in aminoacidi velocemente assimilabili.

La grande versatilità dei germogli

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Non c’è bisogno di essere chef per poterli gustare. I germogli sono molto versatili e semplici da preparare: si possono aggiungere a minestroni e insalate, preparare con riso e spaghetti o ancora nella farcitura dei panini.

Anche chi non possiede un germogliatore automatico può far crescere in casa i propri germogli. Il procedimento prevede l’immersione in poca acqua dei semi che si preferiscono (di provenienza preferibilmente biologica) per riattivarne il germe.

Il contenitore andrà coperto con un canovaccio umido e si dovranno aspettare da sei a dodici ore perché spuntino le piantine. Le trasformazioni biochimiche le renderanno un alimento più facilmente digeribile dei semi di partenza e molto più ricco di principi nutritivi.

Trascorso questo tempo, i semi vanno sciacquati e nuovamente disposti, ancora umidi, sul fondo di un piatto, senza aggiungere altra acqua e coperti perché non prendano luce. Ogni giorno, per 3-5 giorni, i semi andranno sciacquati un paio di volte sotto l’acqua corrente.


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Quando le piantine avranno raggiunto un’altezza di circa 4 centimetri, potranno essere esposte alla luce qualche ora, perché assorbano clorofilla. Infine, dopo averli lavati ed eliminato eventuali semi non germogliati, potranno essere consumati subito o riposti in frigorifero in un barattolo di vetro e conservati non oltre due settimane.


Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
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