Gelato: benefici e virtù

Vito Girelli
  • Dott. in Comunicazione pubblica, digitale e d'impresa

Con l’arrivo del caldo, il gelato diventa il cibo per eccellenza, proprio perché rappresenta il perfetto connubio tra dolcezza e ristoro dal caldo estivo. Questo delizioso alimento ha origini antiche, lo ritroviamo persino nel passo della Bibbia dove Isacco offre ad Abramo latte di capra miscelato alla neve. 

GELATO

È stato stimato che in Italia il consumo di gelato artigianale è di circa 8Kg pro capite. I gusti che gli Italiani preferiscono sono: cioccolato, nocciola, fragola, limone. A questi gusti classici, ogni estate se ne aggiungono dei nuovi, ad esempio quelli a base di formaggio, al carciofo, al vino, al rosmarino, ai liquori, alla zucca, ai fiori.

Il gelato, se da un lato rispecchia la cultura di un popolo grazie all’uso di prodotti coltivati nel territorio, dall’altro rispecchia l’evoluzione della società nello sperimentare nuove tendenze.

L’elevato consumo è dovuto alla capacità di questo prodotto ad accontentare tutti grazie all’ampia disponibilità di gusti e varietà di porzioni. Ma come tutti gli alimenti, il gelato è stato oggetto di studi che, fortunatamente, hanno contribuito ad avvalorare le sue proprietà.


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Una recente ricerca, svolta presso dell’Università di Amsterdam, si è occupata di elaborare un programma capace di valutare la relazione tra cibo ed emozioni. Il software elaborato dagli studiosi valuta le emozioni tramite l’interpretazione delle espressioni del volto, come ad esempio la variazione di posizione degli zigomi, delle labbra, delle pieghe attorno agli occhi o sulla fronte.

Dall’indagine è emerso che mangiare un gelato determina nel volto, per l’86% dei partecipanti, un’espressione di felicità addirittura superiore rispetto a quella suscitata dalla cioccolata (che suscita un’emozione positiva per il 61%).

Tutti i benefici del gelato

Gelato

Diversi, invece, sono i dati ottenuti da altri cibi: la mela determina la manifestazione definita “neutrale” per l’89% dei partecipanti; dato molto vicino a quello dello yogurt che è dell’86%. La barretta di cereali, anche se è lo snack che viene maggiormente mangiato per fare merenda, trova posto negli ultimi gradini della classifica, perché si è visto suscitare prevalentemente una espressione di rabbia.

Ma le ricerche sul gelato non si fermano qui: presso l’Institute of Psychiatry di Londra, studiosi si sono occupati di analizzare quale parte del cervello si attiva dopo aver mangiato del gelato. L’indagine ha evidenziato come il gelato sia in grado di attivare diverse aree cerebrali: la corteccia orbito-frontale, sede delle emozioni positive.

La corteccia somato-sensoriale primaria, attivata dalla consistenza e dalla bassa temperatura; la corteccia dell’insula, stimolata dal gusto del gelato; la corteccia motoria, attivata dai movimenti della bocca in relazione all’atto di mangiare il gelato e la corteccia prefrontale dorso-laterale, attivata dall’attenzione suscitata in seguito allo stimolo del gelato. Insomma, vengono attivate tutte le aree celebrali che determinano una condizione di benessere.