I frutti rossi fanno bene alla memoria

Beatrice Della Longa
  • Esperta in Diete e alimentazione

Sapevamo già che i bellissimi e gustosissimi frutti rossi hanno proprietà diuretiche, antinfiammatorie e depurative. Adesso sappiamo anche che i frutti rossi aiutano a prevenire problemi di perdita di memoria.

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È risaputo che mangiare frutta fa bene. Oltre ad essere un alimento gustoso, la frutta è consigliata dai nutrizionisti per le sue numerose proprietà benefiche.

Ricchissima di vitamine, soprattutto C ed E, è un ottimo antiossidante, contribuisce a stimolare il sistema immunitario, protegge le cellule, ha  proprietà diuretiche, digestive e regolatrici.

Pur essendo poco presenti sulle nostre tavole, fragole e frutti di bosco in particolare sono un vero toccasana per la nostra salute: contengono fibra solubile che regola l’assorbimento degli altri nutrienti e alimenta la flora microbica intestinale, hanno un’azione antinfiammatoria, migliorano l’elasticità dei vasi sanguigni.

In cucina i frutti rossi si prestano a molteplici usi: possono essere freschi o surgelati, consumati interi o ad esempio sotto forma di confetture. Li usiamo anche per decorare i nostri piatti, perché sì, sono anche molto belli!

Fragole, mirtilli e lamponi frutti della memoria

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Uno studio condotto  da un team di scienziati dello Brigham and Women Hospital e della Harvard Medical School di Boston, ha dimostrato che mangiare spesso frutti rossi può aiutare le donne a rallentare la perdita di memoria correlata all’età.

La ricerca ha coinvolto 16mila persone, attraverso questionari e interviste in un arco di tempo di circa due anni. Dallo studio è emerso che le donne con un più alto consumo di frutti di bosco (specialmente fragole e mirtilli)  hanno  avuto da uno a tre anni in meno di rallentamento nell’invecchiamento cognitivo. Il merito sarebbe dei flavonoidi, sostanze antiossidanti contenute in grande quantità in questi frutti, che giovano al benessere della memoria aumentando l’efficienza mentale.

In particolare i mirtilli sono ricchi di “antocianidine” un tipo di  flavonoide che può attraversare la barriera emato-encefalica e localizzarsi nelle aree cerebrali deputate all’apprendimento e alla memoria.

Elizabeth Devore, ricercatrice dello Brigham and Women Hospital , ha spiegato che è la prima volta che uno studio del genere viene effettuato su una così ampia gamma di persone e per un periodo di tempo tanto lungo; nello specifico  la scienziata ha sostenuto:

Noi forniamo la prima prova epidemiologica che le bacche rallentano la progressione del declino della memoria nelle donne anziane. I nostri risultati hanno significative implicazioni sulla salute pubblica in quanto modificano in maniera abbastanza semplice la  dieta, aumentando l’assunzione di frutti di bosco per ridurre la diminuzione di memoria negli anziani

Via libera ai frutti rossi, dunque, a sostegno e protezione del nostro patrimonio mentale.