Frutta secca: quando mangiarla e in che quantità

Grazie all’aiuto di Donatella Garzotto e Nicoletta D’Urso biologhe nutrizioniste apprendiamo tutto quello che c’è da sapere sulla frutta secca. Scopriamo quante calorie ha, quando è bene consumarla e quando invece è sconsigliato. 

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È un cibo equilibrato, che può fare parte di un regime alimentare vario e sano. In più, secondo lo studio, il consumo della frutta secca si associa a un aumento del colesterolo buono (HDL) e alla diminuzione della pressione sanguigna, dell’obesità addominale e della glicemia (sono parametri che, di solito, sono alterati in chi soffre di sindrome metabolica).

Attenzione, però le biologhe nutrizioniste Donatella Garzotto e Nicoletta D’Urso spiegano:

“La frutta secca è un cibo sano, che fa parte di un’alimentazione corretta e aiuta a mantenere il giusto peso, ma la ricerca non dimostra che le persone in sovrappeso, se mangiano tutti i giorni noci, mandorle, pistacchi e affini, riducano il loro peso corporeo. Dobbiamo pensare invece a una funzione preventiva della frutta secca nella dieta, piuttosto che dimagrante”.

Sono anni che la Food and Drug Administration americana (FDA) consiglia di mangiare circa 8 noci (o frutta secca simile) al giorno. Questa è la quantità che bisognerebbe inserire nella dieta, perché ha un effetto preventivo su diverse patologie come, per esempio, le malattie cardiocircolatorie. Istruzioni per l’uso. . .e controindicazioni

Frutta secca: quante calorie?

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Soprattutto in questo caso, vale la regola della moderazione. La frutta secca è un alimento molto calorico: un etto di noci sgusciate fornisce circa 582 calorie, un terzo dell’energia giornaliera di cui ha bisogno una donna adulta.

E la stessa quantità fornisce circa 62 grammi di grassi, di cui il 90% insaturi. In generale, nella frutta secca oleosa è molto alto anche il valore delle fibre (11 grammi) e delle vitamine A, B e C. Sono da preferire i semi essiccati o tostati al naturale.

Il consiglio

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Evita di spiluccare la frutta secca dopo i pasti: il rischio è quello di mangiarne troppa. Piuttosto, misurane la quantità giusta, e associala a un frutto fresco di stagione. Così farai uno spuntino sano ed equilibrato, con tante proprietà utili all’organismo.

È da preferire quella con il guscio: quella tritata o sgusciata richiede l’aggiunta di antiossidanti artificiali che servono per evitare l’irrancidimento dei grassi e per conservare la frutta secca più a lungo.

Quando evitarla?

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Per il suo apporto energetico, nelle diete ipocaloriche la frutta secca deve essere consumata solo a piccole dosi e occasionalmente. Ha anche tante fibre, quindi non è consigliata nella dieta di chi soffre di colite e di sindrome del colon irritabile.

Non è indicata per i dispeptici, cioè per chi ha difficoltà digestive accompagnate da gonfiore, nausea e bruciore di stomaco, perché contiene tanti trigliceridi. È anche sconsigliata a chi soffre di patologie dell’apparato digerente, come gastriti, esofagiti e ulcere peptiche.

Meglio evitare anche se si soffre di insufficienza renale: la frutta secca non è indicata perché contiene il fosforo.