Dieta: un mese di eccessi a tavola compromette tutto il metabolismo

Revisione dell’articolo a cura della dottoressa nutrizionista Martina De Renzis

Un mese di eccessi nell’alimentazione può compromettere per sempre il nostro fisico: secondo uno studio della rivista Nutrition and Metabolism si, ecco come e perché rischiamo di restare sovrappeso 

dieta peso

«Da oggi mi metto a dieta. Qualche giorno “a stecchetto” e rientro nei miei adorati jeans». Forse. Dipende da quanto e come avete ecceduto prima! Alcuni ricercatori dell’Università di Linkoping, in Svezia, hanno scoperto che basta rimpinzarsi di “junk food” per un breve periodo, per pagarne le conseguenze a lungo.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nutrition and Metabolism (www.nutritionandmetabolism.com/content/7/1/68), ha coinvolto alcuni volontari (normopeso con età media 26 anni) costretti a muoversi pochissimo (ammessi solo 5 mila passi al giorno, contro i 10 mila di una condotta fisicamente “attiva”) e sottoposti per quattro settimane a un’alimentazione irregolare ed esagerata, ricca di grassi e zuccheri, che ha aumentato del 70% il loro normale apporto energetico quotidiano. Come controllo, è stato utilizzato un analogo gruppo di persone che ha invece seguito un’alimentazione normale.


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Ecco il metodo e i risultati tratti dal sito ufficiale

Campione scelto e dettagli della ricerca

Diciotto soggetti, età media 26 (6,6) anni, hanno aumentato il loro apporto energetico in media del 70% e l’attività fisica non doveva superare i 5000 passi/giorno. La composizione corporea è stata misurata mediante radiografia a doppia energia (DXA) al basale, dopo l’intervento e dopo 12 mesi. È stato incluso anche un gruppo di controllo abbinato. Sono stati utilizzati ANOVA e t-test appaiati e non appaiati di Student.

Risultati del test

Durante l’intervento il peso corporeo è aumentato di 6,4 (2,8) kg e le misurazioni DXA hanno mostrato aumenti sia della massa magra che della massa grassa. Sei mesi dopo l’intervento i soggetti avevano perso la maggior parte dell’aumento di peso, – 4,7 (3,1) kg. Dodici mesi dopo l’intervento il peso corporeo era aumentato di 1,5 (2,4) kg rispetto al basale (p = 0,018). 

Le misurazioni DXA a 12 mesi hanno mostrato una massa magra invariata rispetto al basale ma una massa grassa più elevata, + 1,4 (1,9) kg (p = 0,01). Dopo 2,5 anni l’aumento del peso corporeo è stato di 3,1 (4,0) kg (p = 0,01) mentre non vi è stato alcun cambiamento nei controlli rispetto al basale, + 0,1 (2,5) kg (p = 0,88).


Paolo Cesarotti
  • Nutrizionista
  • Laureato in Scienze biologiche con indirizzo Bio-Sanitario
  • Master in medicina d'urgenza
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