Dieta dell’uva: cos’è e come funziona

Revisione dell’articolo a cura della dottoressa nutrizionista Martina De Renzis

Con la collaborazione del prof. Pier Luigi Rossi, Medico Specialista di Scienza dell’Alimentazione e Medicina Preventiva, e della dott.ssa Tiziana Vetralla, dietista ad Arezzo scopriamo qualcosa in più sulla dieta dell’uva.

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Lo sappiamo: durante il periodo estivo il corpo umano tende a produrre una dose maggiore di radicali liberi dell’ossigeno. In pratica, invecchia di più. Ma per prepararlo ad affrontare perfettamente l’autunno, la natura ci mette a disposizione un frutto straordinario: l’uva.

Ricca di polifenoli e resveratolo, i suoi chicchi sono fonte di importanti antiossidanti naturali che rallentano l’invecchiamento delle cellule e della pelle, con un’azione antirughe completamente naturale. Ma i suoi benefici non finiscono qui: mangiare una dose controllata di questo frutto può aiutare a combattere lo stress. Grazie alla sua melatonina, l’ormone del relax e della tranquillità, che aiuta a regolare anche il ritmo sonno-veglia.


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L’azione rimineralizzante dell’uva, inoltre, fa sentire più scattanti e pronti a riprendere le attività quotidiane con un pieno di energia e buon umore. Insomma, è proprio il momento di seguire una vera e propria “cura dell’uva”:7  giorni per riattivare il metabolismo, aiutare la pelle e perdere anche qualche chilo.

Come fare la dieta dell’uva

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La dieta dell’uva va associata a una sana terapia idrica: occorre bere due bicchieri di acqua al mattino (appena sveglia) e alla sera (prima di coricarti) e un bicchiere di acqua minerale ogni ora. Quella consigliata è un’acqua minerale con residuo fisso secco superiore a 500 mg /litro e una dose di ioni bicarbonato superiore a 600 mg/litro (da controllare in etichetta). Possono seguire gli schemi uomini e donne adulte in buona forma fisica, ma è sconsigliata a persone con diabete.

Tra tutte le varietà, scegli l’uva nera: è la più ricca di resveratrolo. I chicchi vanno mangiati interi, compresi di buccia, polpa e vinaccioli e masticati lentamente.

I segreti del metodo dimagrante dell’uva

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Le tabelle che ti proponiamo nella dieta sono in linea con il metodo molecolare ideato dal professor Pier Luigi Rossi. In pratica, si comincia con quattro giorni proteici, in cui si mangerà una dose maggiore di proteine, seguiti da un giorno glucidico utile per rifornire l’organismo della giusta dose di carboidrati.

Grazie alla particolare combinazione di pasti proteici e glucidici, questo regime dietetico facilita la digestione, attiva le funzioni del fegato e del pancreas e aiuta a regolare l’attività intestinale grazie alle proprietà leggermente lassative. Il fegato va, quindi, incontro a una sana fase di “scarica” di glicogeno e di grassi e, con un “terreno” così ripulito, vengono ristabilite gran parte delle funzioni vitali del corpo.


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Gli ultimi due giorni, sabato e domenica, sono quelli che riguardano la vera e propria cura dell’uva, che consiste nel consumare uva nera quattro volte (colazione, pranzo, spuntino di metà mattina e dopo cena) nell’arco della giornata. Non solo uva: la dieta è studiata con il giusto equilibrio tra giorni proteici e glucidici, secondo il nostro efficace metodo molecolare.

Colazione: una tazza di tè verde, pane tostato (30 g), un cucchiaino di miele e uva nera (g 200 al netto degli scarti).

Spuntino mattina: uva nera (g 200 al netto degli scarti).

Pranzo: insalata di valeriana, finocchi e rucola (porzione libera) • trancio di pesce spada (donna g 150/uomo g 180) con capperi e olive • pane integraledi frumento tenero o di segale (donna g 30/uomo g 60) • zucchine trifolate(porzione libera).

Spuntino pomeriggio: macedonia di mela (g 150), carota (g 50) e finocchi (g 50) con succo di limone e cannella in polvere.

Cena: insalata di pomodoro e cuori di sedano (porzione libera), basilico e due cucchiai di yogurt magro • petto di pollo (donna g 120/uomo g 130) con scorzette di limone e rosmarino • radicchio trevigiano alla griglia (porzione libera) • pane integrale di frumento o di segale (donna g 30/ uomo g 60) • olio extravergine d’oliva g 10 (due cucchiaini).


Paolo Cesarotti
Nutrizionista
Laureato in Scienze biologiche con indirizzo Bio-Sanitario
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