Dieta crudista: benefici e controindicazioni

Si chiama “raw food” ed è la tendenza a a preparare tutti i piatti, dalla colazione alla cena, con ingredienti crudi. Vediamo insieme i benefici di questa dieta, da seguire con buonsenso e moderazione!

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Fra i benefici dell’alimentazione crudista c’è quello di preservare i nutrienti, gli enzimi, le vitamine e i sali minerali (che, ad alte temperature, si possono degradare).

Se vi incuriosisce e anche voi volete sperimentarla il periodo migliore per farlo è proprio l’estate: la frutta matura (specialmente se mangiata con la buccia) è rinfrescante e dissetante, e aiuta a combattere i radicali liberi grazie al suo contenuto di antiossidanti.

Per gli ortaggi, la regola è quella di tagliarli all’ultimo momento e a grandi fette, perché in questo modo si riduce al minimo la perdita dei nutrienti causata dall’ossidazione dell’aria.

E per condire? L’olio extravergine di oliva fa bene soprattutto a crudo, stimolando la digestione e la produzione di colesterolo “buono” (HDL).

Dieta crudista? Sì, ma con attenzione

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Studi recenti confermano che col cibo crudo non si introducono nell’organismo sostanze cancerogene, come ammine e tossine, e che la “raw diet” è utile per combattere l’obesità e l’ipertensione.

Attenzione, però. La dieta crudista va seguita con buonsenso: non tutti gli ortaggi possono essere mangiati crudi. I cereali e alcuni legumi sono un esempio: la cottura trasforma i loro amidi in carboidrati semplici e le proteine in parti solubili, e in questo modo diventano più digeribili.

Attenzione anche alle patate e alle melanzane: quando sono crude contengono la solanina, una sostanza tossica che fa male all’apparato digerente e al sistema nervoso.

Occhio anche a carne e pesce: consumateli crudi solo quando sono freschissimi, e quando siete assolutamente certi della loro provenienza.

“È vero, la cottura può degradare alcune sostanze nutritive, ma altre volte rende anche più semplice l’assimilazione dei nutrienti. E facilita la masticazione degli alimenti duri e fibrosi”

aggiunge Kristen Gremillion, della Ohio State University.