Comfort food: il cibo come rimedio per la solitudine

Purè, budino al cioccolato, zuppe calde, polpettoni. Ognuno ha il proprio cibo “confortante”. A volte potrà non essere il massimo per la linea, ma sicuramente è un toccasana per l’anima. Vediamo insieme cosa sono i comfort food e quanto sono importanti per la nostra salute mentale.

Mangiare

Secondo una ricerca pubblicata su Psychological Science, questi piatti possono addirittura servire per sentire meno la solitudine. Sembra che ciascuno di noi sia portato a sceglierli soprattutto nei momenti più difficili, perché ci ricorderebbero momenti felici e sereni della nostra vita, come i pranzi della domenica in famiglia o le cene nell’accogliente clima di casa, o un particolare aneddoto legato proprio a quell’alimento. Anche solo riportare alla mente questi ricordi potrebbe fare bene all’umore.

L’équipe di ricercatori ha analizzato il comportamento di un gruppo di volontari, chiedendo a ciascuno di loro di scrivere la descrizione di un litigio, in modo da renderli più vulnerabili. Il compito successivo era quello di scrivere qualcosa a proposito dei “comfort food” o su un cibo nuovo che avrebbero voluto assaggiare, e poi compilare un questionario a proposito della solitudine. Scrivere di un litigio fa sentire sole le persone, ma quei volontari che avevano un “comfort food” a cui pensare avevano uno strumento per combattere le sensazioni negative.

In un altro esperimento condotto dalla stessa équipe, è stato chiesto ad un gruppo di mangiare zuppa di pollo, ad un altro no, e poi a tutti è stato dato il compito di completare le parole con le lettere mancanti. Queste parole potevano essere completate sia con parole associate a concetti di relazione, sia ad altri significati. Il gruppo che aveva mangiato la zuppa di pollo (il loro comfort food) tendeva ad utilizzare di più parole associate alle relazioni, rispetto al gruppo che non aveva mangiato la zuppa.

Mangiare, Insieme

Basandosi su questi risultati, i ricercatori hanno affermato che la maggior parte delle persone associano questi comfort food a persone con cui lo hanno mangiato o chi l’ha preparato per loro, ed è proprio questo ricordo a dare conforto. Insomma, non è la consistenza o il gusto di un particolare alimento che gli da’ tutto questo potere, ma il ricordo e l’emozione che riesce a suscitare in noi.

“Nel corso della vita – dice Jordan Troisi, dell’Università di Buffalo, che ha curato lo studio – tutti sperimentano lo stress, spesso proprio quando si rapportano con gli altri. I “comfort food” sono un pronto rimedio per alleviare il senso di solitudine e di abbandono. E la buona notizia è che basta pensarci per stare meglio”.