Come scegliere il pesce

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20/01/2021

È risaputo che mangiare pesce fa bene alla salute, ed è importante scegliere quello giusto anche per non gravare eccessivamente sull’ambiente e sulla salute dell’ecosistema.

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Sappiamo che la prima regola de seguire quando si tratta di scegliere il pesce da consumare è la freschezza. Ma l’importanza della scelta non ricade solo sulla nostra salute nello specifico, bensì sulla quella di tutto l’ecosistema.

Una scelta consapevole, dunque, per il futuro di tutti noi che dipende anche dall’equilibrio del ciclo alimentare.

Secondo la FAO, delle 200 specie di pesce più comunemente consumate, il 53% è ormai  completamente sfruttato, il 28% è sovrasfruttato, il 3% è esaurito.

“L’Acquario di Genova, in collaborazione con diversi partner nazionali ed europei, ha deciso di lanciare una campagna di informazione per scegliere le specie di pesce ecologicamente sostenibili


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spiega Stefano Angelini, Biologo, Responsabile del Settore Educativo dell’Acquario di Genova.

Ecco qualche consiglio per scegliere il pesce più adatto.

Scegliere il pesce seguendo la stagione

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Presta innanzitutto molta attenzione all’origine e alla stagionalità del pesce, proprio come fai con la verdura e la frutta.

“Sicuramente da preferire sono i pesci dei nostri mari, tenendo conto anche della stagione”

dice Angelini, perché i pesci non dovrebbero essere pescati nel periodo in cui depongono le uova.

In pescheria o al supermercato scegli quindi i pesci pescati nel Mar Mediterraneo (zona FAO 37) o, meglio ancora, con indicata come origine l’Italia.

Scegliere il pesce fresco, significa scegliere un pesce di stagione, come spiega Angelini:

“Il pesce fresco deve essere rigido, lucido e non presentare odore sgradevole. L’occhio inoltre deve essere lucido e non infossato. Quando si toccano le carni, non deve rimanere l’impronta delle dita”

Scegliere la taglia giusta del pesce

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Esistono delle lunghezze minime, che variano a seconda della specie, e che ti dicono se il pesce viene catturato quando è abbastanza grande da potersi riprodurre almeno una volta nella sua vita.

Conclude Angelini:

“Per non pesare troppo sulle specie più conosciute, può essere utile anche optare per le specie minori (merluzzetto, palamita, sugarello) meno conosciute, ma altrettanto gustose”.


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Generalmente, tra l’altro, le specie minori sono anche meno costose dei pesci più “famosi”.


Beatrice Della Longa
Esperta in: bellezza e settore alimentare
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