Cioccolato: come influisce sull’umore?

Paolo Cesarotti
  • Esperta in Diete e alimentazione

Il cioccolato fa veramente bene all’umore? Questa è una delle domande che tutti si sono posti almeno una volta nella vita. Scopriamo insieme quindi se questo è solo un luogo comune o ci sono dei dati scientifici che supportano questa tesi.

cioccolata

Alzi la mano chi, gustando anche un piccolo pezzo di cioccolato, non ha immediatamente provato una piacevole sensazione di benessere. Bianco, fondente, alla nocciola, sono solo alcuni dei tanti modi per poter gustare questo delizioso alimento. Ma dire che faccia bene all’umore non è, fortunatamente, uno dei tanti luoghi comuni esistenti sul cibo: a dimostrarlo sono infatti le numerose ricerche che lo hanno molto spesso riguardato, ponendolo in una posizione di primissimo piano.

Umore e cioccolato: la relazione

Cioccolato

Per descrivere le qualità del cioccolato non c’è migliore citazione di quella del naturalista e botanico Alexander Humbold che definì la fava del cacao “un fenomeno che la natura non ha più ripetuto. Non si sono mai trovate tante qualità riunite in un solo frutto così piccolo”.

Sembra infatti che la cioccolata abbia degli effetti benefici sui bambini quando ancora sono nel ventre materno. È stato osservato che, se la donna durante la gravidanza consuma ogni giorno un po’ di cioccolata, il nascituro, a 6 mesi di vita risulta decisamente più felice e sereno. Questo effetto positivo sui neonati è stato valutato in base alla frequenza dei loro sorrisi.

Per comprendere la relazione tra l’umore e la cioccolata, è opportuno fare una premessa che riguarda il triptofano, prezioso amminoacido abbondantemente presente nell’alimento. Tale amminoacido è necessario al nostro organismo per la produzione della serotonina, ovvero un neurotrasmettitore che permette la comunicazione tra le cellule nervose.

Quando il corpo si trova in una condizione di deficit di serotonina, il soggetto manifesta una particolare condizione di stress, ansia e depressione, spiegabile dal fatto che la serotonina influisce particolarmente sull’umore di ognuno di noi.

A questo punto, si rende conveniente fare una quotidiana scorta di triptofano. Come? Mangiando i cibi giusti, come, appunto, la cioccolata, ed ecco spiegato il motivo del piacevole benessere riscontrabile dopo averla mangiata. Il triptofano è contenuto anche in altri alimenti, come per esempio gli anacardi, la soia, l’avena e le banane. Ma perché dal loro consumo, non proviamo la stessa sensazione di appagamento?

Cioccolato: pro e contro

Cioccolato

Ciò che rende speciale il cioccolato è la presenza degli zuccheri. Sono proprio questi ultimi a favorire a sua volta il rilascio dell’insulina, ormone pancreatico capace di favorire il passaggio del triptofano nel cervello. Grazie quindi alla collaborazione tra zuccheri-insulina-triptofano, il nostro organismo riuscirà a trarre il beneficio del buon umore.

Altre sostanze che potrebbero favorire una piacevole sensazione di benessere e serenità, sono le metilxantine, soprattutto caffeina e teobromina. Queste molecole sono presenti anche in molti altri alimenti che giornalmente consumiamo, come il caffè, e sembra che abbiano anch’esse la capacità di stimolare il sistema nervoso.

Purtroppo il cioccolato può avere degli effetti “nocivi” sulla nostra salute. Le metilxantine, sebbene ci aiutino a tenerci su di morale, sono responsabili della spiacevole sensazione di bruciore che le persone più sensibili accusano dopo aver mangiato anche solo una piccola porzione di cioccolata.

Una sensazione fastidiosa dovuta alla capacità della caffeina e della teobromina di determinare il rilasciamento muscolare a livello dell’apparato gastrointestinale, favorendo in particolare il passaggio del contenuto dello stomaco nell’esofago.

Un aspetto da non sottovalutare è l’apporto calorico fornito dal cioccolato a causa dei suoi livelli di grassi e zuccheri, determinanti nel favorire la condizione di sovrappeso, obesità e diabete. Altro motivo per il quale è bene non abusare di questo cibo è la presenza di acido ossalico. L’acido ossalico riduce l’assorbimento del calcio introdotto con la dieta favorendo la formazione di sali insolubili che si possono depositare principalmente a livello dei reni, e quindi la formazione di calcoli.