L’importanza dell’educazione alimentare

Revisione dell’articolo a cura della dottoressa nutrizionista Martina De Renzis

Sentiamo spesso parlare di quanto faccia bene mangiare la frutta e la verdura e di quanto sia sbagliato mangiare merendine, patatine fritte, o cioccolatini, i cosiddetti junk food, ma ha davvero senso etichettare gli alimenti?

Scelta

Nell’esasperato tentativo di categorizzare un determinato cibo come buono o cattivo, si tende ad alimentare il concetto di restrizione, con l’alimento proibito che ci fa gola e lo sgarro quando non sappiamo resistergli.

E da qui nascono i cibi che vanno eliminati dalle nostre tavole, e i buoni che invece andrebbero mangiati fino alla nausea, i cibi premio e i superfood, quelli che mangiati fanno miracoli per la nostra salute.

Si tende a riempire il proprio carrello di tutti quegli alimenti con su scritto 0% di grassi, senza latte, senza uova e anche il gluten free diventa moda.

Tutta questa confusione non fa che rendere più che palese l’importanza di una buona educazione alimentare sin da piccoli, per insegnare che tutti gli alimenti sono uguali e, modificando le frequenze, nessuno andrebbe bandito dalla propria alimentazione.  


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Cibo come classificarlo?

Sano

La filosofia che è alla base di un’alimentazione sana è il giusto equilibrio delle porzioni e la varietà di ciò che mangiamo. Non esiste un alimento che da solo è capace di fornire i nutrienti necessari al nostro organismo, per questo è necessario combinarli in modo corretto.

Un’alimentazione è, infatti, bilanciata quando gli alimenti si combinano al punto da assicurare tutti gli elementi nutritivi all’interno di un corretto apporto energetico. Questo è ciò che vuol dire quando sentiamo parlare di “dieta varia e sana”. É essenziale variare, ma è fondamentale anche farlo in maniera corretta.

Variare

Come fare allora a mangiare bene? Scegli quantità adeguate di alimenti appartenenti ai diversi gruppi alimentari e, all’interno dello stesso gruppo, alterna le diverse tipologie di cibo.

Cinque sono i gruppi in cui è possibile classificare gli alimenti: 1) cereali (e derivati) e tuberi; 2) frutta e verdura; 3) carne, pesce, uova e legumi 4) latte e derivati; 5) grassi da condimenti. A parte va considerata poi la frutta secca a guscio e i semi oleosi.

Inoltre, è importante evidenziare che vanno diversificate le scelte alimentari anche per ragioni di sicurezza. La monotonia nella selezione dei cibi, infatti, può portare anche al rischio di ingerire sostanze indesiderate.


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Dott.ssa Martina De Renzis
  • Biologa nutrizionista
  • Laurea magistrale in Biologia
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