Cibi light: guida alla scelta

Latte, ricotta, fiocchi di latte, yogurt, ma anche biscotti, fette biscottate, crackers, mousse, budini e bibite. Sono tanti i cibi light che troviamo sugli scaffali dei supermercati e sulle nostre tavole. Ma sono davvero così leggeri? Aiutano a dimagrire? E che cosa contengono davvero?

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Siamo abituati a considerare innocui i cibi light e di conseguenza tendiamo a mangiarne in quantità maggiore o a “sgarrare” nei pasti successivi proprio perché non ci sentiamo in colpa per aver mangiato in precedenza un cibo light. Ma è giusto?

In realtà questi alimenti non sempre contengono meno grassi o calorie rispetto a quelli tradizionali, motivo per cui è consigliabile scegliere con attenzione quali cibi sostituire con la versione light e soprattutto leggere bene le etichette per capirne le proprietà.

Light non è sinonimo di dietetico

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Secondo la normativa europea, gli alimenti light devono avere un apporto energetico inferiore del 30% rispetto al corrispettivo tradizionale. Generalmente hanno un ridotto contenuto di grassi, di zuccheri o di alcool, ottenuto togliendo o riducendo alcuni ingredienti, che vengono sostituiti aggiungendo acqua o aria o sostanze non assimilabili, oppure sostituendo i grassi con miscele di proteine o di carboidrati e gli zuccheri con dolcificanti sintetici privi di calorie, come aspartame, saccarina, o quelli con potere dolcificante più elevato, come il fruttosio.

Ma, attenta, gli alimenti light non sono dietetici, termine che identifica i prodotti destinati ad un’alimentazione particolare. Anzi, essi  possono mettere in pericolo la tua dieta: tentata dal pensiero “tanto posso mangiarne quanto ne voglio”, puoi cadere nella trappola di consumarne di più, senza contare che hanno un apporto calorico in alcuni casi anche piuttosto consistente.

Inoltre hanno anche un potere saziante inferiore, così ti viene voglia di raddoppiare le porzioni. Un atteggiamento confermato da ricerche americane: su due gruppi, invitati ad assistere alla proiezione di un film, quello a cui erano stati offerti cibi light ha ingurgitato una quantità superiore del 37% rispetto agli alimenti consumati dal gruppo a cui erano stati dati cibi tradizionali.

Non solo: altri studi hanno evidenziato che quando consumi alimenti light sei più portata ad eccedere, vuoi nelle quantità, vuoi nella scelta di piatti ipercalorici nei pasti successivi, perché senti di poter compensare la rinuncia fatta.

Scegli con criterio

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Il consiglio è di esaminare le etichette e imparare a distinguere. Per esempio le bibite light possono avere un apporto calorico decisamente inferiore rispetto ai loro corrispettivi (a volte 0 contro 100), ma generalmente contengono dolcificanti che in dosi elevate possono causare inconvenienti come la diarrea.

Così i succhi di frutta o marmellatesenza zuccheri aggiunti”, pur non avendo zucchero o saccarosio, sono ricchi di fruttosio, lo zucchero presente naturalmente nella frutta: per questo sono da assumere con moderazione in una dieta dimagrante.

Consentono un risparmio calorico irrisorio anche i grissini: la differenza in calorie su 100 grammi di prodotto è di appena 26 calorie. Un discorso simile vale per i biscotti e i dolci senza zucchero che talvolta “pesano” in termini di calorie come quelli normali.

Può valere la pena invece preferire la maionese “alleggerita”, che rispetto a quella tradizionale ha 400 calorie in meno.

Va bene anche scegliere il latte parzialmente scremato o scremato rispetto a quello intero, perché si diminuiscono grassi e calorie mantenendo lo stesso apporto di calcio.

Altra buona scelta, il formaggio light: anche questo consente di ridurre della metà grassi e calorie.