Carciofo: benefici e come usarlo in cucina

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Filippo Ongaro, medico e esperto in medicina anti-aging e funzionale, ci ha spiegato le potenzialità di un alimento piuttosto diffuso ma forse sottovalutato: il carciofo! Ecco anche qualche consiglio per sfruttarne al meglio le proprietà.

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Nella zona mediterranea, il carciofo è uno degli alimenti più apprezzati fin dall’antichità per le sue sostanze amare, come la cinarina, in grado di favorire la digestione ma soprattutto di agevolare la formazione della bile e la rimozione di tossine a livello epatico.

Aiutare il lavoro del fegato e i processi di detossificazione epatica sono considerate azioni fondamentali, in ottica anti-aging e preventiva, per smaltire le tossine.

Nel processare le tossine, il fegato produce delle sostanze intermedie instabili e potenzialmente dannose. La silimarina del carciofo aiuta proprio a tamponare i possibili danni a livello epatico.

Ma i benefici di questa pianta non finiscono qui: amica del cuore grazie alla grande presenza di fibra, contribuisce a ridurre il colesterolo cattivo, aiuta a regolare anche la glicemia e favorisce la mobilità intestinale.

Anche l’azione contro il cancro è stata riconosciuta dalla letteratura scientifica grazie al contenuto in acido folico, una vitamina che regola l’attività di molti enzimi responsabili della riparazione dei danni a livello del DNA, unito alla presenza di sostanze che inibiscono la proliferazione cellulare.

Le proprietà dei carciofi si estendono anche alle ossa. Quando si pensa alla prevenzione dell’osteoporosi, ci si concentra quasi sempre su vitamina D e calcio, senza dubbio importanti ma non capaci di garantire da soli una efficace prevenzione della decalcificazione.

Infatti, per permettere che il calcio si depositi nelle ossa serve anche la vitamina K1, di cui i carciofi sono ricchi. Alcuni studi, inoltre, indicano che la vitamina K abbia degli effetti protettivi a livello delle cellule cerebrali.

Una panacea per tutti? Non è esatto: chi soffre di calcoli della cistifellea non deve eccedere nell’usare i carciofi perché possono stimolare la produzione di bile e le contrazioni della cistifellea.

L’utilizzo in cucina

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Rinunciare a portare in tavola i carciofi perché non sono alimenti molto facili da preparare e consumare, è un errore: il contenuto di nutrienti giustifica qualche piccolo sforzo in più.

È vero che i benefici maggiori vengono dalle foglie, ma è possibile sfruttare anche solo la parte interna, detta cuore. Prima di cucinarli, vanno eliminati i gambi e aperte leggermente le foglie con le dita per agevolare la cottura.

La polpa delle foglie può essere poi mangiata con le mani scartando, invece, la parte dura della foglia stessa. Con un cucchiaio si può poi mangiare il cuore. Quelli più piccoli possono essere mangiati interi.

Per mantenere le proprietà anti-aging i metodi di cottura migliori sono quelli che alterano poco le caratteristiche del cibo: quindi il vapore o la bollitura. Sono presenti più o meno tutto l’anno, ma la stagione migliore va senza dubbio da marzo a maggio.