Caffeina: effetti positivi o negativi sull’organismo?

Revisione dell’articolo a cura della dottoressa nutrizionista Martina De Renzis

Appartenente alla famiglia degli alcaloidi, la caffeina è la sostanza più conosciuta fra i componenti del caffè. La sua presenza conferisce al caffè il tipico sapore amaro. Ma quali sono i pro e i contro di tale sostanza?

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Il contenuto della caffeina in una sola tazzina di caffè è capace di ridurre il senso di affaticamento, di favorire la motilità intestinale, la diuresi, la vigilanza, di migliorare le funzioni cognitive in generale.

Proprio per queste sue caratteristiche, fino al 2004 è stata classificata come sostanza dopante. A dosi decisamente più elevate ha la capacità di svolgere un’azione antidolorifica. Gli effetti comunque della caffeina sul nostro organismo dipendono principalmente dal consumo.

Proprio per questo motivo, appartengono alla classe degli users i consumatori abituali, cioè coloro che assumono oltre i 300mg al giorno di caffeina; mentre, i non-users, sono invece coloro che ne assumono giornalmente quantità inferiori ai 50 mg.


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Metabolizzatori lenti e veloci

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Viene facilmente e velocemente assorbita dal nostro organismo: occorrono solo circa 30 minuti per fare si che arrivi nel circolo sanguigno, scomparendo successivamente dopo poche ore.

In realtà, gli individui sono distinti in metabolizzatori lenti e veloci di caffeina: secondo i ricercatori dell’ Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’, ciò dipende dalla composizione genetica individuale.

I metabolizzatori lenti sono coloro i quali eliminano lentamente dal proprio organismo la caffeina; diversamente, i metabolizzatori veloci, espellellono questo alcaloide molto rapidamente.

Questa differente capacità di rimuovere la caffeina, a sua volta si riflette sugli effetti che la sostanza può far insorgere nell’organismo.

In genere, ad accusare tachicardia, tremore, agitazione, sudorazione, mal di testa, ansia, difficoltà ad addormentarsi, sono proprio coloro che eliminano questa sostanza con molta lentezza.

In questi casi, il consiglio è di astenersi dall’assumere il caffè dopo un certo orario, ma anche il tè, il cioccolato, il matè, il guaranà, le bevande energetiche e quelle tipo cola. Se proprio non è possibile farne a meno, è meglio usare la versione decaffeinata.

Caffeina ed effetti sull’organismo

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Sistema nervoso

Grazie alla sua capacità di interagire sia con il sistema nervoso centrale, sia con il periferico, la caffeina è in grado di aumentare i livelli di attenzione, della memoria a breve termine, di concentrazione.


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Studi scientifici hanno dimostrato la capacità di questa sostanza di aumentare la capacità di resistenza al dolore e la riduzione della comparsa del senso di affaticamento. E’ probabile anche che sia in grado di influire positivamente sul tono dell’umore e perfino sull’autostima. 

Metabolismo glucidico e lipidico

La caffeina ha la capacità di indurre il rilascio dei grassi dai depositi presenti nell’organismo. Alcuni studiosi hanno infatti dimostrato come l’alcaloide, grazie a questo meccanismo, sia in grado di ossidare i grassi al fine di produrre energia risparmiando così il glicogeno, cioè lo zucchero di riserva presente nei muscoli e nel fegato.

Ancora però altre ricerche sono necessarie per verificare questo aspetto. Secondo altre ricerca, esiste una relazione inversa tra rischio di insorgenza di diabete mellito di tipo II e consumo di caffè, se il consumo è di 6 tazzine al giorno. In questo caso, il rischio di sviluppare il diabete si riduce addirittura del 50%. 

Gravidanza

E’ stato verificato che le users donne hanno una riduzione della fertilità; inoltre è sconsigliata l’assunzione durante lo stato di gravidanza proprio perché questa sostanza ha la capacità di attraversare senza alcun problema la placenta.

In questa condizione fisiologica, il consiglio è quello di non superare le 3 tazzine al giorno di caffè perché, a queste dosi, non sono stati evidenziati variazioni in negativo sul peso del neonato o variazioni della durata del periodo di gestazione.

Dosi superiori di caffè al giorno che comportano il superamento dei 200 mg/die di caffeina, condizione che si raggiunge facilmente nel caso appunto delle donne users, sono responsabili di una riduzione della crescita fetale e dell’aumento della probabilità di aborto.