Caffè: un aiuto contro il diabete

Vito Girelli
  • Dott. in Comunicazione pubblica, digitale e d'impresa

Il primo è quello del risveglio, difficile rinunciare a quello di fine pranzo e per molti è il dopocena ideale. Il caffè del pomeriggio è poco english, ma a molti dà l’energia giusta per arrivare a sera. Quali sono i benefici del caffè?

Caffè

E così, tra espressi, ristretti, macchiati, americani e marocchini, in Italia si bevono ogni giorno circa 30 milioni di tazzine. Per anni demonizzato, ora il caffé sta vivendo un periodo di rivalutazione.

Un recente studio, dei ricercatori Natella, Leoni, Viglianti e Scaccini dell’Istituto Nazionale di Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), ha ipotizzato che i fenoli presenti nel caffè abbiano un meccanismo d’azione simile ad alcuni farmaci antidiabetogeni.

Caffè: riduce il rischio del diabete

Caffè

Gli studi epidemiologici hanno evidenziato che un costante e moderato consumo di caffè (normale o decaffeinato) favorisce la riduzione del rischio di diabete di tipo 2, anche se per ora non è ben chiaro il meccanismo di questo processo. Si pensa che i fenoli inibiscano gli enzimi coinvolti nella digestione dei carboidrati. L’associazione tra consumo di caffè e prevenzione del diabete è più forte tra le persone che bevono regolarmente caffè dopo il pranzo.

In pratica, i ricercatori hanno scoperto che i composti fenolici presenti nel caffè (acido clorogenico, ferulico e caffeico) sono in grado di inibire alcuni enzimi coinvolti nella digestione dei carboidrati (α-glucosidasi). I risultati ottenuti per ora in vitro, devono però essere confermati in vivo sull’uomo.

L’OMS conferma la sicurezza del caffè

Caffè

Gli appassionati del caffè possono tirare un sospiro di sollievo: l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tramite una valutazione ad opera di 20 esperti dello Iarc, la sua agenzia per la ricerca, non lo ha incluso nella classifica delle sostanze cancerogene, né tra quelle ritenute “possibili”. Assolto dal rischio tumore, la bevanda più amata dagli italiani entra ora nella categoria 3 dove non ci sono evidenze di rischio.

Anzi, un’assunzione moderata di caffè, da intendere nella misura di 3-5 tazzine al giorno, come indicato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) nel suo parere sulla sicurezza della caffeina, viene associata nella letteratura scientifica a una serie di benefici fisiologici e può far parte di una dieta sana ed equilibrata e di uno stile di vita attivo.