Alimentazione: gli errori alimentari più comuni

Paolo Cesarotti
  • Esperta in Diete e alimentazione

Quali  sono gli errori più comuni nell’alimentazione? Insieme agli specialisti del settore analizziamo gli errori che vengono commessi più spesso e scopriamo come seguire un’alimentazione corretta.

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Le origini possono essere svariate, ma in ogni caso, ci portano a seguire  un’alimentazione squilibrata, spesso responsabile del fallimento delle nostre diete. Un tipico errore è quello riguardante la ripartizione dei pasti. Gli specialisti del settore consigliano giornalmente di fare dai 3 ai 5 pasti; ma spesso questo numero si riduce radicalmente a 2 e a pagarne principalmente le spese è la prima colazione.

Questa cattiva abitudine è dettata dalla nostra vita frenetica, dove spesso sembra quasi impossibile poter trovare pochi, ma importanti minuti per fare un pasto necessario per affrontare una giornata impegnativa. Così, stanchezza e i morsi della fame sopraggiungo nel corso della mattinata e per far fronte a questa condizione si ricorre al distributore automatic: snack dolci e salati, riducono la nostra fame ma fanno pendere l’ago della bilancia dal lato sbagliato.

Gli errori alimentari più diffusi

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Gli errori alimentari di tipo qualitativo e quantitativo, ovvero un’elevata o carente assunzione di calorie e nutrienti, costituiscono un fattore di rischio per alcune patologie anche gravi (disfagie, dislipidemie, diabete, ipertensione arteriosa, gotta, aterosclerosi).

Negli ultimi anni, ad esempio, il consumo di carni ed insaccati è notevolmente aumentato, sia per la maggiore praticità di preparazione, sia per l’errata convinzione che la perdita di peso è favorita dalla drastica riduzione dell’apporto di carboidrati e dall’aumento sproporzionato di quello proteico.

Si dimentica come questo atteggiamento favorisca la perdita di calcio, il sovraccarico renale e aumenti la probabilità di insorgenza di tumore al colon-retto. Diversamente, l’apporto quotidiano di acqua è molto spesso insufficiente rispetto al fabbisogno.

Questa inadeguata assunzione è una conseguenza delle nostre giornate frenetiche, ma anche dal pregiudizio che bere durante il pasto fa male. Lo scarso introito di acqua determina una condizione di disidratazione responsabile della riduzione di secrezione di sudore necessaria per limitare le perdite di liquidi, secchezza della cute e delle mucose, aumento della temperatura corporea e, nei casi più gravi, collasso cardio-circolatorio.