Alimentazione: come mangiare correttamente

Cento esperti tra medici, nutrizionisti e dietologi intervistati per uno studio del Polli Cooking Lab; l’osservatorio dell’omonima azienda italiana che analizza le tendenze nazionali e internazionali su mondo dell’alimentazione, hanno spiegato il modo ideale per mangiare.

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Secondo il professore Michele Carruba, Direttore del Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università degli Studi di Milano:

“Mangiare durante la partita è sbagliato, che si stia a tavola o che la si guardi allo stadio. Coloro che mangiano incollati alla tv non si rendono conto di quanto e di cosa mangiano e non avvertono il senso di sazietà. Nel peggiore dei casi i tifosi da tavola mangiano quasi per edonismo, considerando il cibo quasi un accessorio, concezione che alla lunga può causare problemi legati al peso. Coloro che vanno allo stadio, invece, mangiano solitamente o nell’intervallo o durante la partita e molto spesso in piedi. In entrambi i casi il rischio maggiore è quello di non dare all’organismo quel giusto riposo dopo pasto che consente una metabolizzazione migliore di ciò che si è mangiato”.

Atteggiamenti da evitare

Dieta

Mangiare frettolosamente panini e focacce (39%), svegliarsi e guardare la partita in tv da soli sgranocchiando sul divano (43%) o, peggio, andando direttamente a tavola (57%). Sono tutti atteggiamenti sbagliati cui mettere riparo col brunch.

Perché occorre innanzitutto rispolverare il vecchio caro dagio secondo cui “il pranzo si fa con i piedi sotto il tavolo”. Un aiutino lo offre anche la capacità di concentrazione che avete: rendendovi conto di quello che avete nel piatto o in mano (41%). Tutto può anche causare, per 1 esperto su 2 (52%), problemi di natura digestiva.

Sottolinea infatti il professore Carruba:

“Mangiare durante la partita significa accumulare stress e tensione nervosa che vanno a influire su una corretta digestione. Per metabolizzare meglio ciò che si mangia il sangue deve refluire nell’intestino. Stress e tensione nervosa, invece, destinano il sangue verso altre zone del corpo, rendendo quindi problematico il corretto processo digestivo. Ecco perché è sconsigliato mangiare prestando attenzione più alla propria squadra del cuore che al piatto”.

Consigli per non aver ripercussioni sull’organismo

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Conciliare la passione sportiva e un corretto stile alimentare è possibile. Mettendo in pratica i consigli degli esperti. Che invitano a lasciare sul sofà il telecomando, evitare cori e coretti da stadio, poggiando bene i gomiti sulla tavola. Ovviamente impugnando coltello e forchetta. Inevitabilmente, vi troverete così a limitare la voracità (23%), mangiare nella giusta misura (26%) e soprattutto in compagnia (46%), dato che così facendo è possibile vivere la partita con più tranquillità (42%) ed essere “ripresi” se si esagera con il cibo (21%). E per quanto riguarda il dilemma su cosa e come mangiare, gli esperti suggeriscono una cucina rapida e veloce (37%), che sia leggera (42%), facilmente preparabile (27%) e poco impegnativa (18%).

Aggiunge Andrea Strata, docente di Nutrizione Clinica all’Università degli Studi di Parma:

“La soluzione ideale, per diversi aspetti, è quella del brunch. Dal punto di vista alimentare consente di non saltare la colazione e di legarla al pranzo e di avere un’offerta ricca e varia di alimenti. Mentre per quanto riguarda la componente emotiva, il brunch contribuisce a stemperare la tensione della partita, dà più serenità e unisce amici e famiglie, elemento importante che corregge lo stravolgimento del pranzo domenicale apportato dalla partita delle 12.30″.