Alimentazione: 5 consigli per mangiare la carne

Revisione dell’articolo a cura della dottoressa nutrizionista Martina De Renzis

Paure e dubbi sulla carne, più volte messa in relazione a un possibile sviluppo di cancro, hanno fatto sì che molti italiani l’abbiano allontanata dalle loro tavole preferendole alimenti considerati più “sicuri”. Ma chi l’ha detto che sia necessario eliminarla del tutto?

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Dopo il parere positivo su un suo consumo moderato, emesso dal Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare (CNSA) che ritiene questo alimento “un’importante fonte di proteine ad alto valore biologico e di altri nutrienti essenziali per la vita, soprattutto in alcune fasce d’età e condizioni di salute”, i nutrizionisti scendono in campo per indicare le regole alla base di una corretta alimentazione di carne e salumi.

Affinché questa sia priva di rischi è doveroso non solo prestare attenzione al metodo di cottura e alla loro trasformazione, ma anche seguire alcuni accorgimenti per sfruttarne al massimo le proprietà nutritive.

“Nella nostra dieta la carne è un alimento che, in quantità moderate, non deve mancare in quanto sicuro e importante fonte di nutrienti essenziali per l’organismo” sottolinea Elisabetta Bernardi, nutrizionista e autrice del libro “Oggi cosa mangio”.


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Cinque regole per il consumo sostenibile di carne e salumi:

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  1. È consigliabile consumare carni rosse e salumi in combinazione con gli alimenti contenenti vitamina C. “L’aggiunta di succo di limone in un piatto a base di carne o il consumo di un frutto a fine pasto – anche di una spremuta d’arancia – grazie al contenuto in vitamina C, non solo facilita l’assorbimento del ferro libero presente nella carne rossa, come accade per i vegetali, ma neutralizza quasi completamente i rischi legati a sostanze potenzialmente dannose dovute alla non corretta cottura o a sostanze utilizzate in alcune   trasformazione alimentari – afferma la nutrizionista –. Non è un caso che nella carne trasformata venga aggiunto acido ascorbico, ossia la vitamina C”.
  2. La carne si può rivelare un’alleata preziosa della linea grazie al suo elevato effetto saziante e al basso contenuto calorico. “L’effetto anti-fame è dovuto alla soppressione della grelina, l’ormone che stimola la fame, provocato dalla digestione delle proteine. Per stare attenti alla propria forma fisica è importante preferire un taglio di carne magro (ad esempio il filetto per le carni rosse, il prosciutto per il suino e il petto di pollo per quelle bianche) – sottolinea Bernardi –. Una recente ricerca pubblicata su una prestigiosa rivista scientifica ha esaminato l’effetto delle proteine della carne suina o dei salumi consumate durante il pasto sulla sensazione successiva di fame. Lo studio ha chiaramente dimostrato che un pasto a medio o alto contenuto di proteine derivate dalla carne suina diminuisce la sensazione di fame fino a quello successivo”.
  3. Riscoprire la cottura al vapore o utilizzare una buona padella antiaderente può essere il modo migliore per preparare un buon piatto a base di carne. “Grazie al vapore gli alimenti mantengono quasi inalterate le loro proprietà nutritive ovvero, non perdono vitamine e minerali preziosi di cui tra l’altro la carne è molto ricca. La cottura a temperature elevate o con il cibo in diretto contatto con una fiamma, come il barbecue o la frittura, soprattutto se prolungata, produce invece diversi tipi di sostanze chimiche cancerogene (come gli idrocarburi policiclici aromatici e le ammine aromatiche eterocicliche), un rischio che non insorge con l’utilizzo di padelle antiaderenti di buona qualità”.
  4. “C’è spesso molta confusione sulle quantità corrette per un consumo ideale di carne – prosegue Bernardi – È bene quindi ricordare che, all’interno di una dieta varia ed equilibrata, si può consumare una porzione da 70-100 g di carni rosse e/o bianche 3-4 volte la settimana e 50 g di salumi 1-2 volte la settimana”.
  5. Infine è importante acquistare prodotti di provenienza nazionale, la cui sicurezza è garantita da una rigorosa normativa e da un sistema sanitario tra i più strutturati a livello internazionale, grazie ai circa 4500 veterinari  ufficiali che ne fanno parte, con ispezioni e controlli quotidiani non solo sul prodotto finito ma su tutta la filiera produttiva.