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Vulvodinia: oltre 440.000 le donne che ne avvertono i sintomi

Vulvodinia: oltre 440.000 le donne che ne avvertono i sintomi

Si tiene domani, mercoledì 21 Maggio, presso la Galleria Colonna della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a Roma, il convegno “Vulvodinia: conoscerla per curarla”.  Questo primo convegno, sostenuto dall’Associazione VIVA (Associazione Italiana Vulvodinia Onlus), affidato al coordinamento del Direttore Scientifico dell’Associazione Italiana Vulvodinia Onlus, dott. Filippo Murina, da anni studioso della vulvodinia, ha lo scopo di avviare il riconoscimento ufficiale della patologia. In questa cornice istituzionale, a testimonianza dell’attenzione ottenuta sul tema, si alterneranno gli interventi di esperti italiani di vulvodinia, che ne descriveranno tutti gli aspetti, dalla fase diagnostica alla fase terapeutica, per arrivare all’approccio integrato, che costituisce la base per i modelli di cura e le prospettive di ricerca.

Certamente la parola “vulvodinia” non dice molto alla maggior parte degli italiani e, purtroppo, nemmeno a molti medici e specialisti che esercitano sul nostro territorio.

Per questo le donne che ne avvertono i sintomi non arrivano facilmente a una diagnosi e alla cura più appropriata, anche se loro non sono poche: secondo la ricerca ESOVIA del 2008, condotta dall’Associazione Italiana Vulvodinia Onlus, sono circa il 5,8% delle italiane. Per dare un numero, stiamo parlando di oltre 440.000 donne (fonte Istat, popolazione residente al 1/1/13, di età compresa tra 20 e 40 anni, intervallo maggiormente colpito dalla vulvodinia). Indagini epidemiologiche americane indicano dati di prevalenza ben più rilevanti, individuando come fino al 16% delle donne possono essere affette dalla malattia.

Il riconoscimento della patologia è un passo fondamentale per il suo inserimento nei percorsi formativi delle figure sanitarie e per agevolare sia le terapie, sia, quando necessario, il percorso di riconoscimento di invalidità per le donne che non riescono più a lavorare.

Al termine del convegno sarà consegnata nelle mani del Dott. Francesco Bevere, direttore generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute, la documentazione utile all’avvio dell’iter ministeriale che porterà tanti vantaggi alle persone e alle coppie che si confrontano con la vulvodinia quotidianamente

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