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Vene, varici e capillari: come curare i disturbi delle gambe

Le antiestetiche varicosità sulle gambe sono un campanello d’allarme sulla salute della nostra circolazione venosa. I trattamenti da fare in autunno.

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Vene, varici e capillari: come curare i disturbi delle gambe

Con la consulenza del dott. STEFANO CIATTI, flebologo, docente di scleroterapia alla scuola internazionale di medicina estetica di Roma.

 


Tacchi alti, lunghi viaggi in aereo, caldo, non hanno fatto altro che peggiorare i disturbi vascolari, non privi di spiacevoli connotazioni estetiche. L’aspetto esteriore delle gambe è in grado di rivelare lo stato di benessere dei nostri arti inferiori, in particolare della funzionalità vascolare, costituendo un valido strumento per il controllo della salute.

Sebbene i disturbi venosi colpiscano inprevalenza le donne, capita, di frequente, che siano le stesse signore a sottovalutarli. Ecco come prevenire e curare dalle più semplici teleangectasie (quegli antiestetici capillari rossi, che creano una sorta di reticolo sulle gambe) alle varici (vene dilatate che sono visibili a occhio nudo e al tatto) più complesse.

Sintomi e fattori di rischio
La varicosità è dovuta ad alterazioni della parete venosa che, sotto la pressione del sangue, si dilata. Questa dilatazione è costante e tende inesorabilmente a peggiorare nel tempo. La malattia varicosa si può manifestare con semplici capillari (quadro molto comune anche in giovane età), oppure colpire vasi venosi (che richiedono un diverso tipo di terapia).

Sintomi da non sottovalutare:

  • sensazione di pesantezza alle gambe dopo lunghi periodi trascorsi in piedi;
  • crampi notturni al polpaccio;
  • formicolii o prurito alle gambe;
  • dolori lungo il decorso delle vene;
  • gonfiore alle gambe.

I fattori di rischio:

  • Familiarità: chi ha parenti di primo grado con varici o con problemi di microcircolo ha una maggiore probabilità di sviluppare questa condizione.
  • Stazione eretta prolungata: le vene varicose si verificano più frequentemente in persone costrette dalla propria attività lavorativa a stare per lunghi periodi in piedi.
  • Obesità: le persone con chili di troppo hanno una maggiore propensione alla patologia.
  • Gravidanza: in alcune donne, l’aumento del volume dell’utero, con la conseguente compressione dei vasi del bacino, favorisce l’insorgenza divarici. Va detto però che una percentuale considerevole delle varici che compare verso il 5°/6° mese di gestazione, scomparirà dopo il parto. Chi soffre di questi problemi è bene che durante il travaglio indossi calze elastiche contenitive per evitare il rischio di flebiti. È consigliabile, anche un controllo dallo specialista anche al termine dell’allattamento.

 

La prevenzione

Seppure alcune cause non possano essere ovviamente modificate (predisposizione familiare, età, sesso), altri fattori di rischio, possono, invece, essere prevenuti seguendo alcuni semplici consigli.

  • Evitare di stare troppo in piedi.
  • Limitare l’utilizzo di scarpe strette, a punta sottile, con tacco troppo alto. Preferibili calzature basse, a pianta larga, se è possibile di cuoio e non di materiale plastico o sintetico, in modo da evitare che i piedi si surriscaldino.
  • Evitare autoreggenti e gambaletti che stringano troppo la circolazione a mezza coscia o sopra il polpaccio.
  • Praticare regolarmente attività sportiva: camminare almeno un’ora al giorno a passo svelto, rinunciare all’ascensore a favore delle scale, utilizzare la bicicletta o la cyclette, praticare yoga, nuotare. Il nuoto, in particolare, è molto benefico in quanto l’acqua produce un naturale massaggio agli arti inferiori.
  • Evitare l’esposizione prolungata delle gambe al sole durante le ore più calde della giornata (11-16).
  • Indossare calze elastiche a compressione graduata (40-70 denari) durante le ore diurne.
  • Abituarsi a un’alimentazione ricca di fibre, frutta e verdura. Soprattutto cavoli, spinaci, peperoni, carote, pomodori, cipolle ricordando che agrumi, uva, fragole, mirtilli e altri frutti di bosco sono particolarmente ricchi di antiossidanti e di flavonoidi preziosissimi per il buon mantenimento dei nostri vasi sanguigni.
  • Evitare il consumo di alcol che provoca vasodilatazione periferica. È quindi opportuno non eccedere con il vino.
  • Evitare cerette calde, bagni turchi, fanghi, sabbiature, saune, pediluvi con acqua troppo calda o la vicinanza a stufe e camini.
  • Può essere utile dormire con i piedi sollevati di 8-10 centimetri mediante l’introduzione di spessori sotto al materasso.
  • Sottoporsi a regolari massaggi linfodrenanti.

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