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Vaccinarsi? Un dubbio sempre più frequente delle mamme

Dall’esperta, i VERO/FALSO sulle vaccinazioni.

Vaccinarsi? Un dubbio sempre più frequente delle mamme

I vaccini hanno cambiato non solo la nostra vita ma anche e soprattutto la nostra storia: sono scomparse alcune malattie infettive, la mortalità infantile si è ridotta drasticamente grazie al calo delle patologie infettive e molte gravi malattie debellate non vengono più percepite come un pericolo.

Nonostante questo suscita sempre più clamore la diffusione di messaggi allarmanti, soprattutto sul web, sui possibili danni legati all’utilizzo dei vaccini.

Con l’obiettivo di fare quanta più chiarezza possibile, la Prof.ssa Susanna Esposito, Direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano, Presidente WAidid e SITIP, illustra i VERO/FALSO su tutto quello che c’è da sapere sui vaccini e rassicura le mamme: i vaccini sono sicuri ed efficaci.

 

1. Vaccinarsi è l’unico strumento per combattere le malattie infettive.

VERO. Le vaccinazioni rappresentano un’eccezionale scoperta che ha cambiato il volto della storia della medicina. Grazie al loro utilizzo è stato debellato il vaiolo, sono quasi scomparsi il tetano, la poliomielite, la difterite e sono state notevolmente ridotte malattie virali come il morbillo, l’epatite B, la rosolia, la parotite e le malattie batteriche come la meningite.

2. Il morbillo non è una malattia pericolosa quindi vaccinarsi non è necessario.

FALSO. La mortalità del morbillo nei Paesi industrializzati è di 1 su 10.000 casi, ma può essere elevata nei primi anni di vita e le cause di morte più frequenti sono le complicanze respiratorie e l’encefalite. Secondo i dati del Sistema di Sorveglianza Europeo, l’88% dei casi di morbillo registrati in Italia nel 2013 ha riguardato bambini o adulti che non erano mai stati vaccinati. Circa il 30% dei casi di morbillo può sviluppare una o più complicanze, con una maggiore frequenza nei bambini con meno di 5 anni o nei soggetti con più di 20 anni. Le complicanze più frequenti del morbillo sono: diarrea (8%), otite media (7%) e polmonite (6%). L’encefalite acuta si può verificare nello 0,1% dei casi, di solito da 2 giorni a 3 settimane dopo l'inizio dell’eruzione cutanea, spesso con febbre alta, mal di testa, vomito, rigidità nucale, convulsioni e coma.

3. Il vaccino contro il morbillo causa l’autismo.

FALSO. Tutte le pubblicazioni scientifiche, incluse le metanalisi ad oggi disponibili, hanno dimostrato che non esiste alcuna correlazione tra i vaccini e l’autismo. Tutto è iniziato nel 1998, quando un dottore del Galles, Andrew Wakefield, ipotizzò che la vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia potesse causare autismo. Questo medico, dopo aver confessato che aveva inventato i dati per interessi personali, fu poi radiato dall’ordine dei medici del Regno Unito e tutte le pubblicazioni successive hanno dimostrato che né il vaccino contro il morbillo, la parotite e la rosolia né altre vaccinazioni possano essere associate all’autismo.

4. Il vaccino esavalente può provocare l’autismo

FALSO. Nessuna pubblicazione scientifica ha associato il vaccino esavalente all’autismo e anche i dati di sorveglianza successivi alla disponibilità sul mercato di questo vaccino confermano che il vaccino esavalente non è associato a questa malattia. I bambini, soprattutto nel primo anno di vita, dovrebbero raggiungere determinate tappe di sviluppo e, quando queste non si raggiungono, i genitori erroneamente pensano che siano stati i vaccini a scatenare determinate patologie che, invece, erano già nel patrimonio genetico di quel bambino.

5. Il vaccino antinfluenzale è raccomandato nei pazienti con malattie croniche, nei bambini e negli over 65

VERO. Il vaccino antinfluenzale previene l’influenza e le sue numerose complicanze, soprattutto nei pazienti con patologie croniche di base quali le malattie respiratorie croniche, le patologie cardiocircolatorie, le malattie metaboliche e le condizioni che determinano una compromissione delle difese immunitarie.

L’influenza, certamente, può colpire ogni età ma alcune categorie di soggetti in particolare sono più a rischio come i bambini e gli anziani. Un elemento importante dei virus dell’influenza è che hanno la capacità di mutare le proprie caratteristiche con una certa frequenza. È proprio a causa di questa loro proprietà che ogni anno si verificano le epidemie di influenza e che a differenza di molte altre malattie, una volta che ci si ammala, non si sviluppa una protezione contro successive infezioni (detta anche immunità). Per lo stesso motivo, il vaccino contro l’influenza deve essere preparato annualmente con i ceppi circolanti e, quindi, somministrato ogni anno.

6. La vaccinazione può comportare dei rischi rilevanti nei bambini

FALSO. In generale dopo una vaccinazione si può assistere a fenomeni come qualche linea di febbre, inappetenza, irritabilità, lieve gonfiore o dolore nel punto in cui è stata fatta l’iniezione. Si tratta, però, abitualmente di effetti collaterali di durata transitoria che si risolvono o spontaneamente o con la somministrazione di farmaci sintomatici. In rarissimi casi il bambino può essere allergico a una componente del vaccino: per questo la vaccinazione va comunque eseguita in ambulatori specializzati, adeguatamente attrezzati.

7. I vaccini sono sicuri e non contengono sostanze cancerogene

VERO. Tutte le componenti di un vaccino oggi sono sicure. In passato si è assistito ad alcune polemiche sulla presenza di metalli nei vaccini, è necessario chiarire: nei vaccini sono contenuti sali di alluminio che ne rafforzano l’effetto e giocano un ruolo fondamentale nella risposta immunitaria stimolata, ma si tratta di quantità molto basse (0,25-2,5 mg). Ogni giorno, in realtà, assumiamo una quantità superiore di alluminio (5-20 mg), con il cibo, soprattutto i vegetali, quantità che viene poi eliminata normalmente dai reni senza causare tossicità. Nei vaccini attualmente non è più presente il mercurio né i suoi derivati. È comunque stato dimostrato che i vaccini contenenti derivati del mercurio somministrati anni fa non hanno determinato effetti collaterali a distanza nei soggetti vaccinati.

8. Quando si programma un viaggio in zone ad elevato rischio sanitario, soprattutto se c’è un bambino, è fondamentale informarsi con largo anticipo sulle vaccinazioni raccomandate

VERO. Quando si decide di organizzare un viaggio in un Paese ad elevato rischio sanitario è sempre bene programmarlo con largo anticipo rivolgendosi al personale sanitario specializzato nella prevenzione delle malattie infettive: in casi come questi è molto importante una accurata consultazione pre-viaggio sulle cosiddette malattie del viaggiatore ed un’attenta analisi dello stato di salute del viaggiatore stesso. Ad esempio, malattie come l’epatite A e la febbre tifoide sono ancora molto diffuse soprattutto in Asia, Africa, Centro e Sud America, mentre la meningite meningococcica per i ceppi A, C, Y, W è diffusa soprattutto in Africa e in Medio Oriente.

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