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Uno starnuto tira l’altro

Pollini, acari, polveri causano reazioni allergiche al 20% degli italiani

Uno starnuto tira l’altro

Con la consulenza del prof. Walter Canonica, direttore della Clinica di malattie dell’apparato respiratorio dell'Università di Genova

 

Gli italiani afflitti da qualche allergia sono circa il 20% e aumentano del 10% ogni anno. Il raffreddore da fieno può scoppiare per la prima volta anche a 20-25 anni: Capita soprattutto a chi ha avuto avvisaglie di allergie respiratorie da bambino, rimaste poi silenti, ma pronte a scatenarsi durante una nuova forte esposizione ai pollini, per esempio durante una vacanza in campagna. Il problema allergico più diffuso è la rinite stagionale: ne soffre il 50% degli allergici, in maggioranza donne (e in un caso su tre dà anche asma); segue l’orticaria (20%). I responsabili? Lo smog che, oltre a rendere l’aria irrespirabile, ha “incattivito” il polline: le piante esposte a polveri sottili e ozono lo producono più ricco di allergeni. E lo stile di vita: “Passiamo ore in ambienti sigillati dai doppi vetri, in un microclima caldo-umido che non permette il ricambio d'aria e favorisce la crescita di muffe e contatto continuo con gli allergeni. Purtroppo a ciò contribuiscono anche cani e gatti che vivono negli appartamenti” aggiunge Canonica. “Le nostre difese immunitarie, d'altra parte, si sono modificate come conseguenza delle abitudini igieniche personali e nella preparazione dei cibi”.

 

I nuovi antistaminici non danno sonnolenza

Oltre al vaccino, ci sono i farmaci che trattano i sintomi. I nuovi cortisonici sono più sicuri e privi di effetti collaterali (anche molto seri, come la l’ipertensione o il diabete). Gli antistaminici hanno azione efficace e prolungata, e, soprattutto, non danno sonnolenza perché, a differenza delle vecchie formulazioni, non “disturbano” il sistema nervoso centrale (non riescono a passare la barriera ematoencefalica). Perciò non creano problemi di stanchezza e scarsa concentrazione sul lavoro o durante lo studio, né rischi per chi guida. Molto pratico è l’antistaminico che si scioglie in bocca, senza bisogno d'acqua.

 

Incroci pericolosi

Chi soffre di reazioni dovute ai pollini spesso ha problemi anche con alcuni alimenti. La colpa è di una proteina (la profilina) che rende “parenti” le sostanze più diverse. Secondo una ricerca del Policlinico di Milano, questo fenomeno interessa tre allergici su dieci e le donne sono le più colpite dalla “sindrome orale allergica”, un prurito-bruciore avvertito sulla lingua e sul palato, talvolta con gonfiore delle labbra, rossore cutaneo o problemi respiratori. Molte piante per difendersi dagli attacchi esterni (per esempio l’inquinamento) usano proteine che hanno una struttura molto simile agli allergeni dei pollini. La reazione è più forte in chi è allergico a più elementi, per esempio sia alle betulaceae sia alle compositae, e anche baciare chi ha appena consumato frutta o ortaggi può scatenare una reazione. Queste proteine sono però termolabili, ed è sufficiente la cottura perché non siano più attive. Se si mangiano i vegetali crudi e si è allergici ai pollini, è bene fare attenzione.

 

Betulaceae (betulla, ontano): evitare mela, pera, pesca, albicocca, ciliegia, banana, noce, nocciola, finocchio, kiwi, prezzemolo, fragola, lampone, prugna.

Compositae (artemisia e ambrosia): no a sedano, melone, anguria, arachide, camomilla, mela, banana, zucca, cicoria, castagna, carota, peperone, prezzemolo, nocciola, finocchio, anice, mango e girasole.

Graminacee: da evitare frumento, melone, anguria, kiwi, mandorla, pomodoro, agrumi, pesca, albicocca, ciliegia, prugna.

Urticaceae: no a gelso, basilico, ortica, melone e ciliegie.

 

Spinaci: amici del respiro

Anche l’acido folico (vitamina B9) aiuta a tenere a bada le reazioni allergiche, secondo un ricerca dal centro del Johns Hopkins Children’s, pubblicata dal Journal of Allergy & Clinical Immunology. Osservando oltre ottomila pazienti di tutte le età, i ricercatori hanno visto che le persone con più elevati livelli di folati nel sangue avevano una migliore risposta immunitaria agli allergeni e quindi meno sintomi. Anche se occorreranno altri studi prima di poter raccomandare supplementi per trattare le allergie, bisognerebbe comunque assumere tutti i giorni 400 mcg di acido folico, presente in spinaci, broccoli, lattuga, legumi, cereali e fegato.

 

di Mariateresa Truncellito
PARLIAMO DI: allergie, curarsi

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