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Tumore del seno: nuove armi contro le forme più aggressive

Condotto su più di 1.200 donne, uno studio ha evidenziato l’efficacia dei nanofarmaci nella malattia iniziale ad alto rischio. Il prof. Cognetti: “Così possiamo migliorare la sopravvivenza”. In Italia 48mila diagnosi nel 2014.

Tumore del seno: nuove armi contro le forme più aggressive

Buone notizie per la lotta al tumore al seno: presentato al San Antonio Breast Cancer Symposium, il più importante congresso al mondo sul tumore del seno, lo studio “GeparSepto” di fase III, ha rivelato come i nanofarmaci, siano efficaci nel trattamento del tumore del seno in stadio iniziale ad alto rischio. Un medicinale in particolare, il Nab-paclitaxel, somministrato prima dell’intervento chirurgico, ha dimostrato nelle pazienti colpite da questo tipo di cancro di migliorare del 9% la risposta patologica completa. “Si tratta di un parametro molto importante – afferma il prof. Francesco Cognetti, presidente della Fondazione ‘Insieme contro il Cancro’ -, perché consiste nell’assenza di tumore invasivo sia nel seno che nei linfonodi ed è strettamente legato all’esito favorevole a lungo termine, cioè alla sopravvivenza”. Il trial indipendente, ha coinvolto più di 1.200 donne ed è stato condotto dal German Breast Group (GBG), il più grande network universitario indipendente (riunisce più di 500 centri in Germania e può vantare la maggiore esperienza al mondo negli studi sul trattamento del tumore al seno in fase neoadiuvante), in associazione con il gruppo di studio German AGO-B.

“Nab-paclitaxel – continua il prof. Cognetti -, è un farmaco innovativo che coniuga un principio attivo di efficacia antitumorale comprovata, paclitaxel, con la tecnologia d’avanguardia basata sulle nanoparticelle. È già impiegato con successo nel trattamento del carcinoma mammario metastatico nei casi in cui la terapia di prima linea non risulti più efficace”. Nel nostro Paese vivono più di 522mila donne con tumore del seno e nel 2014 sono stimati 48mila nuovi casi. Le percentuali di guarigione sono in costante crescita, oggi infatti l’87% è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Ma alcune forme di questa neoplasia sono particolarmente aggressive. “GeparSepto” è lo studio randomizzato di fase III più grande realizzato con nab-paclitaxel e il primo completato sul tumore del seno precoce ad alto rischio. “In particolare – conclude il prof. Cognetti – è stata dimostrata la superiore efficacia di nab-paclitaxel in una delle forme più aggressive, quella ‘triplo negativa’, in cui la risposta patologica completa è quasi duplicata con il nanofarmaco. È un risultato molto importante, perché questo parametro è in grado di indicare gli esiti dei trattamenti in uno specifico sottotipo ad alto rischio che comprende il 15% di tutti i casi di cancro al seno”, conclude lo specialista.

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