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Tosse senza tregua

Nei bambini può durare a lungo per il calibro ridotto delle vie respiratorie e per le difese immunitarie, in via di maturazione

Tosse senza tregua

Con la consulenza del dott. Michele Gangemi, medico pediatra a Verona

 

Tosse esasperante che, a volte, sembra non dare tregua, muco nasale, starnuti, difficoltà a respirare: sono i classici sintomi della bronchite, un’infezione delle medie e alte vie aeree, i bronchi, causata da virus o batteri. “Nei bambini la gran parte di queste infezioni ha origine virale. Spesso la sintomatologia perdura settimane anche a causa del calibro ridotto delle vie respiratorie dove è più facile che il muco ristagni. Altre cause: lo stato delle difese immunitarie ancora in via di maturazione e il problema inverno-in-città che tende ad acutizzare le difficoltà di respirazione” spiega il dott. Gangemi. In questo periodo dell’anno il sistema immunitario di bronchi e polmoni è a dura prova per il concorso di diversi fattori. Aumentano i livelli di inquinamento da polveri sottili (Pm10) che irritano i bronchi, si tende a stare in casa con le finestre chiuse e questo favorisce la proliferazione batterica, il riscaldamento eccessivo asciuga l’aria rendendo difficile all’organismo, specialmente dei bambini, mantenere la giusta umidità interna perché le mucose svolgano il proprio ruolo di protezione dalle infezioni. I particolati del fumo passivo e dei gas di scarico delle auto, poi, si infilano nelle fibre dei tessuti e i bambini continuano a respirare molecole irritanti anche quando si trovano in salotto. “In questa situazione di costante irritazione delle vie aree, rinovirus, rubivirus, virus influenzali, parainfluenzali e batteri trovano terreno fertile per introdursi e moltiplicarsi nei bronchi, che favoriscono il passaggio dell’aria verso i polmoni”.

 

La terapia e i rimedi fai da te

In genere, a causare la bronchite sono prevalentemente i virus perciò il trattamento antibiotico è per lo più inutile. Si suggeriscono quindi terapie che puntano a migliorare i sintomi presenti. Solo dopo i tre anni, si può ricorrere a farmaci espettoranti che hanno il compito di sciogliere il muco e favorire la pulizia delle vie respiratorie. Il bambino rispetto all’adulto ha maggior difficoltà a liberarsi dalle secrezioni e quindi è importante farlo bere molto per idratarlo e mantenere più fluido il catarro. È possibile la somministrazione di questi mucolitici anche per via aerosolica così da veicolare il farmaco direttamente nelle vie respiratorie. Si possono utilizzare anche antinfiammatori e antifebbrili (paracetamolo e ibuprofene), ma non sono curativi bensì solo orientati al controllo dei sintomi (febbre e dolore). Nei bambini in presenza di broncospasmo (valutato dal pediatra) sono utili farmaci broncodilatatori come il salbutamolo per via aerosolica. Invece, si propongono gli antibiotici solo se la bronchite perdura a lungo nel tempo, risulta molto fastidiosa ed è stata valutata dal pediatra come sovrainfezione batterica. C’è un problema: a volte il bimbo non collabora adeguatamente.

Allora ecco un consiglio: fare una doccia calda per sciogliere il catarro e decongestionare le vie aeree. Anche un massaggio al petto effettuato con olio di mandorle dolci e aromi vedi eucalipto, tea tree oil o basilico può essere molto utile per favorire la respirazione.

Infine, non dimentichiamolo: è fondamentale insegnare ai ragazzini a soffiare spesso il naso. Bisogna farlo nel modo corretto ossia senza tirare su il muco, ma abituandosi a premere un dito su una narice mentre si soffia delicatamente l’altra. Sì a spray nasale salino o a risciacqui delle narici con acqua salata che aiuta a dissolvere la congestione delle vie aeree e a rimuovere particelle di virus e batteri.

 

Le cure che rafforzano le difese

“Il sistema immunitario del bambino è in evoluzione, per cui la frequenza di queste infezioni è un po’ la regola e non bisogna allarmarsi. Nel tempo il problema si presenterà più raramente” spiega Gangemi. Numerosi studi pediatrici hanno evidenziato che l’utilizzo di farmaci immunostimolanti rispetto al placebo non sono in grado di attivare rilevanti effetti positivi. Solo raramente la bronchite che si ripete spesso necessita di specifiche cure rafforza difese. “Nei casi in cui il pediatra riscontri con esami del sangue una situazione immunitaria in deficit il suggerimento è quello di ricorrere a terapie mirate. Invece, nei casi in cui il bambino manifesti maggior stanchezza e minor reattività andrà posta attenzione a una corretta alimentazione ricca di frutta, verdura e abbondante idratazione che può essere ottenuta con spremute d’arancia e limone e centrifugati. Se il bambino è molto attivo, si potranno ridurre gli impegni per due mesi” dice Gangemi.

 

di Maria Angela Masino
PARLIAMO DI: bronchite, bambini, tosse

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