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Tiroide: a rischio fertilità, gravidanza e post-partum

In Italia, le disfunzioni tiroidee colpiscono il 30% della popolazione e fino al 50% delle donne in menopausa. I temi al centro di un incontro gratuito aperto al pubblico presso l'Istituto Auxologico Italiano.

Tiroide: a rischio fertilità, gravidanza e post-partum

Le malattie funzionali della tiroide interessano circa il 10% della popolazione generale. In Italia, la patologia nodulare tiroidea arriva a colpire fino al 30% delle persone e il 50% delle donne in menopausa. Ma non è tutto, perché le disfunzioni tiroidee costituiscono un importante rischio per la fertilità, la gravidanza e il post-partum: l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo non trattati aumentano il rischio di aborto prematuro di circa due volte, mentre l’ipotiroidismo neonatale non diagnosticato rappresenta la più frequente causa di ritardo mentale.

Sono questi i temi messi in evidenza dall’Istituto Auxologico Italiano in occasione della Settimana mondiale della Tiroide, che si celebra dal 23 al 27 maggio.

Per favorire la prevenzione delle patologie tiroidee l’Istituto Auxologico Italiano organizza oggi,  lunedì 23 maggio, alle ore 17.00 presso la sede dell’Ospedale San Luca di Milano un incontro gratuito: un dialogo tra medici esperti e pubblico con l’obiettivo di chiarire il legame della patologia sulla vita del bambino e dell’anziano, con un focus sulla gravidanza e sulla patologia nodulare.

Per saperne di più: www.auxologico.it

“In un paese come il nostro, già caratterizzato da una relativa carenza di iodio nella dieta, la gravidanza rappresenta una condizione che sottopone la tiroide a un lavoro superiore, il che può favorire l’incidenza di ipotiroidismo e stimolare la crescita dei noduli tiroidei. Per questi motivi è consigliabile integrare la dieta della donna che desidera una gravidanza con dei preparati a base di ioduro, che portino l’introito giornaliero di iodio a 250 microgrammi, come consigliato dall’OMS. L’ipotiroidismo grave non trattato nelle prime fasi della gravidanza, inoltre, può conseguire in una riduzione della performance intellettiva del futuro neonato – ha commentato il Prof. Luca Persani, Endocrinologo dell’Istituto Auxologico Italiano – L’ipotiroidismo neonatale rappresenta invece la più frequente causa di ritardo mentale, oggi fortunatamente prevenibile grazie a un efficiente programma di screening neonatale che permette di riconoscere anche le forme più lievi di ipotiroidismo congenito e consentire, quindi, un tempestivo trattamento”.

In questo contesto, l’IRCCS Istituto Auxologico Italiano è coordinatore di una ricerca multicentrica sostenuta dal Ministero della Salute che mira a capire i meccanismi alla base delle diverse forme di ipotiroidismo congenito, con lo scopo di individuare le predisponenti genetiche e l’influenza dei fattori ambientali sull’espressione dei difetti funzionali e morfogenetici alla base dell’ipotiroidismo congenito.

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