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Terapie complementari: Non esiste una sola medicina

Dove la scienza ufficiale non ha ancora trovato una cura definitiva, si cercano percorsi alternativi

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Terapie complementari: Non esiste una sola medicina

C’è quella accademica dei grossi centri di ricerca, ma ce ne sono anche altre, che cercano percorsi alternativi: negli integratori, nei preparati biologici, nelle apparecchiature elettromedicali, nelle cure termali, nella psicoterapia... L’obiettivo è comune: la salute.

E se si può potenziare una cura con sostanze che non comportano pesanti effetti collaterali e non interferiscono, perché non provarci? Alla base c’è una certezza: il corpo e la mente si parlano. Con effetti a volte sconcertanti. Ed è su questo aspetto che cerca di fare leva la medicina integrata. “L’attenzione si sposta dalla malattia al benessere” spiega Enzo Soresi, pneumologo, già primario presso l’Ospedale Niguarda Cà Granda di Milano, e coautore, con Pierangelo Garzia ed Edoardo Rosati, del libro Guarire con la nuova medicina integrata (ed. Sperling & Kupfer). “Perciò si dà molta importanza al rapporto tra medico e paziente e ci si concentra sulla persona nel suo complesso, utilizzando tutte le terapie che possono favorire la salute. Basandosi però sulle evidenze scientifiche: la medicina integrata non rifiuta la medicina tradizionale, ma nemmeno accetta senza riserve le pratiche non convenzionali”. 

 

Una terapia di supporto

La medicina integrata non prevede l’abbandono delle terapie standard a favore di rimedi “naturali”, ma associa – per potenziarli e ridurne gli effetti collaterali - farmaci, chirurgia, radioterapia e altri trattamenti ospedalieri con sostanze o metodi della medicina dolce. “Integrare porta risparmio, perché riduce il consumo di farmaci e il ricorso a ricoveri, migliorando le terapie” sottolinea Massimo Bonucci, presidente Artoi (Associazione ricerca terapie oncologiche integrate, www.artoi.it). Conferma Alberto Laffranchi, responsabile scientifico del gruppo di studio Medicine e terapie complementari in oncologia dell’ Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (www.istitutotumori.mi.it). “In Italia non esistono ospedali completamente dedicati alla medicina integrata. Ma le università cominciano a occuparsene con insegnamenti dedicati. E stanno crescendo anche le sezioni specializzate in ospedali pubblici, con terapie almeno in parte rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale. Anche nel nostro istituto ci sono applicazioni nei vari dipartimenti”.

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