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La tendinopatia colpisce anche i calciatori dei Mondiale 2014

La tendinopatia colpisce anche i calciatori dei Mondiale 2014

Siamo in piena febbre da Mondiali di calcio e il link, in questo caso, è oltre che d’obbligo anche particolarmente efficace. Parliamo infatti di una patologia che tra i calciatori professionisti è tra le più diffuse, causa di ritiri più o meno clamorosi nel corso degli anni: da David Beckham a Ronaldo, da David Batty a Javier Zanetti, sono innumerevoli gli atleti che hanno rallentato o addirittura interrotto le loro carriere proprio per colpa di un tendine. E anche questo Mondiale 2014 è stato privato di molti calciatori, ad iniziare dal centravanti del Belgio Christian Benteke, per lo stesso motivo. 

Non solo atleti professionisti, sono milioni le persone che nella loro vita hanno affrontato una rottura di un tendine o una tendinopatia. I motivi per cui i tendini si ammalano sono ancora del tutto da chiarire, in considerazione anche del fatto che il processo di guarigione di un tendine presenta delle difficoltà biologiche intrinseche. Solo di recente la letteratura scientifica ha cominciato ad affrontare l’interessante connessione tra le malattie metaboliche e l’insorgenza di tendinopatie.

Ma possono il diabete, l’obesità, le patologie della tiroide, l’ipercolesterolemia ed altre disfunzioni endocrine e metaboliche giocare un ruolo nell’insorgenza e nella cronicizzazione delle patologie dei tendini? 

L’argomento è stato al centro del Forum “Metabolic diseases and tendinopathies: the missing link”, organizzato dalla Fondazione IBSA (attiva nel promuovere la ricerca e la tutela della salute a livello internazionale), nato per capire, con un approccio interdisciplinare, quali metodiche terapeutiche possano migliorare quello che è divenuto un vero problema sociale.

“Succede a tutti noi: un paziente sta bene fino al giorno prima, non ha fatto nulla di strano e poi si presenta con un dolore ad uno dei grandi tendini del nostro corpo, come la cuffia dei rotatori, l’epicondilo laterale, il tendine di Achille –ha spiegato il Prof. Nicola Maffulli, Professore Ordinario presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Salerno e la Queen Mary University di Londra - l’anello mancante potrebbe essere quello che accade nel resto del nostro corpo, non nei muscoli, tendini ed articolazioni”.

“Il nostro gruppo di ricerca ha presentato in anteprima mondiale i risultati delle ricerche degli ultimi due anni sulle relazioni cliniche e di scienza di base tra le patologie tiroidee e le rotture della cuffia dei rotatori. – ha sottolineato il Dott. Oliva, Vice-Presidente della ISMULT Italian Society of Muscles Ligaments & Tendons -  Su 1000 pazienti operati per rottura di cuffia dei rotatori abbiamo riscontrato nelle donne una percentuale di associazione con patologia tiroidea di oltre il 50%. Inoltre – continua il Dott. Oliva - studiando i tenociti umani in vitro, abbiamo riscontrato che, sotto stimolo degli ormoni tiroidei insieme con Vitamina C, queste cellule producono molto collagene di tipo I. Le ricerche potrebbero aprire nuove speranze di conoscenza delle patologie tendinee e nuove alternative terapeutiche”.

"A Basilea abbiamo pertanto cominciato a concentrare le nostre ricerche sui meccanismi biologici in ortopedia, ovvero sulla cosiddetta ortobiologia, allo scopo di comprendere meglio i processi patologici e di guarigione nei pazienti con problemi ortopedici”, ha affermato il Professor Michael Hirschmann, del Dipartimento di Ortopedia e Traumatologia presso il Kantonsspital Baselland a Bruderholz.

Il Forum è stato anche occasione per presentare la nuova società scientifica International Muscle Ligaments and Tendons Society (In.mu.L.T.S.) che avrà sede proprio in Canton Ticino. La Svizzera riveste infatti un ruolo da leader a livello mondiale nell’ortopedia.

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