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Sessualità: cosa fare quando l’amore è doloroso

Molte donne provano un fastidio più o meno intenso durante i rapporti sessuali. In poche ne parlano, per discrezione e vergogna. Tra le diverse soluzioni, anche gli esercizi per rafforzare i muscoli del pavimento pelvico e i consigli sempre utili.

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Sessualità: cosa fare quando l’amore è doloroso

Con la consulenza della dott.ssa ANNA RITA PELLEGRINO, primario Fisiatria presso la Casa di Cura Don Carlo Gnocchi Centro S. Maria della Pace Roma; del dott. FRANCESCO MORABITO, dirigente Medico presso la Divisione di Ostetricia e Ginecologia Ospedale Belcolle di Viterbo; e della dott.ssa AMELIA ALBORGHETTI, psicologa e psicoterapeuta presso la Fondazione Don Carlo Gnocchi-Centro S. Maria Della Pace Roma.

 


Si parla poco, spesso per un senso di vergogna, di un disturbo che crea molti disagi nell’intimità di coppia e colpisce circa il 30% delle donne, soprattutto nel periodo della pre-menopausa. Si tratta di dolore, più o meno intenso, durante i rapporto sessuali e può essere scatenato a livello pelvico (la parte bassa dell’addome), vaginale o in prossimità dell’introito vaginale. Tale disturbo è chiamato dispaurenia. Il più delle volte questi dolori sono provocati di riflesso dal vaginismo, cioè dalla contrazione dei muscoli del perineo durante il rapporto sessuale. E l’approccio a questa patologia è multidisciplinare: fisiatra, ginecologo e psicologo possono occuparsene contemporaneamente, per restituire alla donna una vita sessuale appagante e soddisfacente. Vediamo come.

 

Diverse cause: può trattarsi di infiammazioni, infezioni o di problemi virali

Tra le forme di dispareunia, la più comune è quella che provoca dolore alle parti esterne più superficiali della vagina. Le cause principali sono le vulvovaginiti (infiammazioni della vulva e della vagina), le uretriti (infezioni che interessano l’ultimo tratto delle vie urinarie) e le vestiboliti (infiammazione della zona compresa tra il clitoride e l’ingresso della vagina). Questi disturbi sono dovuti all’attecchimento di funghi o batteri e sono favoriti dalla scarsa igiene e da piccole lesioni, anche superficiali. Una delle cause più comuni della dispareunia sono alcune forme virali. Esse si trasmettono attraverso i rapporti. Anche un’inadeguata lubrificazione dei genitali e il contatto con il lattice dei profilattici o alcune creme spermicide possono favorire l’infiammazione. Piuttosto diffusa è la dispareunia profonda, che viene descritta come una sensazione dolorosa, causata anch’essa dalla penetrazione, localizzata però nella parte più interna della vagina. Può essere dovuta a infiammazioni delle pelvi e alla presenza di cisti ovariche o di endometriosi (si verifica quando il tessuto interno all’utero si trova anche in un’altra sede).

 

Attenzione anche al partner

Altra causa urologica di dispareunia va ricercata in alterazioni anatomiche del partner, quali per esempio il recurvatum penieno congenito o acquisito (incurvamento patologico del pene, che impedisce o rende difficoltosa e/o dolorosa la penetrazione). In tali casi è necessaria una valutazione uro-andrologica del maschio.

 

A chi rivolgersi: prima dal ginecologo

A seguito di fastidi percepiti prima, durante e dopo il coito, resta fondamentale la visita dal proprio ginecologo, il quale escluderà presenza di cistiti o di malattie sessualmente trasmissibili. Il medico potrebbe invitare la paziente a eseguire un esame delle urine, un’urinocoltura, un tampone vaginale per escludere la presenza di un’infezione in corso. Nella donna in menopausa, poi, terapie ormonali come l’assunzione di estrogeni o estroprogestinici per via vaginale migliorano il trofismo e la lubrificazione, con abbassamento del Ph e il ripristino del normale funzionamento dell’apparato ginecologico. Nei casi più seri si dovrà procedere a correzione chirurgica per asportare eventuali aree di endometriosi pelvica, di fronte ad aderenze causate da infiammazioni croniche o nel momento in cui la paziente presenti un utero “grosso”, che viene definito come fibromatoso.


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