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Sensibilità al glutine: una nuova malattia

Non ha niente a che vedere con la celiachia ma è provocata dalla stessa causa

Sensibilità al glutine: una nuova malattia

Hai sempre sofferto di disturbi gastrointestinali quando mangi grano, frumento e simili, ma nessuno ti ha mai dato retta perché i test per la celiachia erano negativi? Da oggi forse il tuo disturbo ha un nome: sensibilità al glutine.

Si tratta di una nuova malattia di cui si è parlato durante
la prima conferenza internazionale sulla sensibilità al glutine, sostenuta recentemente dal Dr. Schär Institute,
che ha riunito a Londra 14 esperti mondiali di gastroenterologia e neurologia.

“La sensibilità al glutine è un problema diverso rispetto alla celiachia e all’allergia al grano”, spiega il professor Alessio Fasano dell’Università del Maryland School of Medicine di Baltimora (USA), “Nella celiachia si ha un meccanismo
auto-immune, per cui le difese dell’organismo attaccano erroneamente l’apparato gastrointestinale in presenza di glutine. Nell’allergia al grano si ha invece una reazione mediata da anticorpi specifici (IgE). Nella sensibilità al glutine è coinvolto il sistema innato di difesa dell’organismo senza che vengano interessate le barriere difensive intestinali come nella celiachia”.

 

I sintomi e la cura

Al di là delle differenze “tecniche”, grazie ai nuovi studi, oggi è possibile riconoscere la sensibilità al glutine. “Non esistono ancora esami specifici per ottenere una diagnosi certa, ma in presenza di sintomi è possibile andare per esclusione. Se i test per la celiachia e l’allergia al grano (esami del sangue e biopsia dell’intestino tenue per la celiachia, prick test e RAST per l’allergia al grano) risultano negativi, probabilmente si ha a che fare con la sensibilità al glutine. Si può anche eseguire un test di scatenamento somministrando glutine e valutando la reazione. A questo proposito è in fase di partenza uno studio in doppio cieco, per cui chi partecipa assumerà una pillola senza sapere se contiene o meno glutine”, dice il professor Carlo Catassi, Ordinario di Pediatria all’Università Politecnica delle Marche di Ancona.

I fastidi tipici della sensibilità al glutine (dolori addominali, gonfiore, annebbiamento mentale, stanchezza cronica, disturbi del comportamento come instabilità dell’umore e depressione),
sono molto comuni e simili a quelli della celiachia e quindi non sono sufficienti a emettere una diagnosi precisa.

La cura che si deve seguire è comunque una dieta senza glutine. La sensibilità al glutine può scomparire con il passare del tempo, così come può mostrarsi in modo altalenante a seconda dei periodi della vita e riacutizzarsi in alcuni momenti.

di Stefania Rattazzi

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