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Prodotta in Italia la nuova arma personalizzata contro il melanoma metastatico

Parte dallo stabilimento Roche di Segrate (Milano) il primo farmaco su misura, pensato come una cura sartoriale per il trattamento del melanoma metastatico

Prodotta in Italia la nuova arma personalizzata contro il melanoma metastatico

In una patologia dove solo 1 paziente su 4 è ancora vivo ad un anno dalla diagnosi si apre un varco. Vemurafenib, è l’innovativa molecola messa a punto nei laboratori  Roche di Segrate a Milano; si presenta come una prova concreta dell’approccio di Roche alla Personalised Healthcare (PCH): trovare i farmaci giusti per specifici gruppi di pazienti. Il farmaco agisce infatti su una mutazione, quella del gene BRAF V600, che si rileva nel 50% dei casi. Una nuova speranza per i pazienti con melanoma metastatico, che colpisce ogni anno 1.800 persone in Italia: la molecola ha infatti dimostrato di aumentare la sopravvivenza in una patologia in cui purtroppo la media è inferiore a un anno (circa 6-9 mesi).

"È la prima volta nella storia del Gruppo Roche - commenta Maurizio de Cicco, amministratore delegato di Roche S.p.A. - che l’Italia viene incaricata di produrre su scala mondiale un nuovo farmaco a target molecolare, e siamo molto orgogliosi di essere riusciti a portare la produzione nel nostro Paese. Il farmaco ha già ottenuto le autorizzazioni della FDA ad agosto 2011 e dell’EMA a febbraio 2012 ed è già disponibile in diversi Paesi europei. Stiamo collaborando strettamente con le Autorità Regolatorie per fare sì che questa importante innovazione venga rapidamente resa disponibile anche per i pazienti italiani. L’impegno di tutti è indispensabile per ridurre i tempi di accesso, soprattutto di fronte ad esempi concreti di farmaci personalizzati".

Il nuovo farmaco è un esempio dell’approccio di Roche alla Medicina Personalizzata (Personalised Healthcare, PHC): individuare i farmaci giusti per specifici gruppi di pazienti, ed è stato sviluppato congiuntamente con un test diagnostico correlato. "È la prima volta che il melanoma viene affrontato in una logica di Medicina Personalizzata. Un’innovazione fondamentale che porta benefici concreti per i pazienti, i medici ed il Sistema Sanitario grazie alla possibilità di identificare con precisione chi può beneficiarne" commenta Maurizio de Cicco.

"La nuova molecola è stata pensata insieme a un test diagnostico, necessario per individuare la mutazione del gene BRAF V600 e selezionare così i pazienti che possono beneficiarne – sottolinea Roberto Silvi, Professional Laboratory Marketing Manager di Roche Diagnostics S.p.A.- È proprio la sinergia tra la componente farmaceutica e quella diagnostica che rende unico il posizionamento del Gruppo Roche nello sviluppo di test e farmaci ‘su misura’ per specifici gruppi di pazienti".

"Roche sta facendo la sua parte e rinnova la sua disponibilità con tutti gli attori del Sistema per trovare insieme una soluzione" afferma de Cicco. "Pur comprendendo il difficile compito delle autorità sanitarie e regolatorie, che si trovano a gestire le più diverse problematiche legate alla salute del nostro Paese, auspichiamo che venga riconosciuta una "corsia preferenziale" per patologie estremamente gravi, come il melanoma metastatico, per il quale per la prima volta la ricerca ha prodotto una risposta concreta ai bisogni dei clinici offrendo una nuova speranza ai pazienti".

In Italia, oltre 350 pazienti in 21 centri hanno già potuto beneficiare di questa terapia attraverso la partecipazione ad uno studio che ha visto un contributo del nostro Paese assolutamente eccezionale, confermando l’elevata aspettativa per questo farmaco volto a rispondere ad un forte bisogno medico insoddisfatto. Inoltre, in attesa del completamento dell’iter, i clinici italiani possono richiedere il farmaco per uso terapeutico nominale.

Al momento, lo stabilimento di Segrate produce vemurafenib per gli Stati Uniti e per alcuni Paesi in Europa quali Germania, Regno Unito, Lussemburgo e Svizzera.

di Roberta Maresci

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