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Nel DNA l'aspettativa di vita di un individuo

Secondo una ricerca scozzese, sarebbe possibile stabilire fin dalla nascita l'aspettativa di vita di un individuo

Nel DNA l'aspettativa di vita di un individuo

Qualcuno l’ha definito "oroscopo genetico". Qualcun altro una "profezia di vita". In realtà si tratta di una ricerca svolta in Scozia secondo la quale sarebbe possibile stabilire fin dalla nascita l'aspettativa di vita di un individuo. Lo studio pubblicato sulla rivista "Proceedings of the National Academy of Sciences, prende le misure ai telomeri e, calcoli alla mano, tira le somme. "Le aspettative di vita sono migliorate", dice Annibale Puca, genetista presso l’Università di Palermo, "e avere un’idea di quanto si vivrà può essere utile. L’aspettativa di vita è aumentata di 3 mesi l’anno da 160 anni a questa parte. Il secolo scorso si moriva a 50 anni, oggi mediamente si arriva a 80 anni. Secondo questa ricerca, tutto dipende dalla lunghezza dei telomeri. Si tratta di quella regione posta alle due estremità dei cromosomi il cui ruolo principale è di preservare le informazioni genetiche nel momento in cui le cellule si replicano. Strettamente collegato alla longevità, quando i telomeri si accorciano progressivamente causano il precoce invecchiamento della cellula e, quindi, dell'intero organismo. In fondo il telomeri serve a proteggere il nostro DNA. Dove noi possiamo in qualche modo intervenire è nell’evitare situazioni di stress, che riducono i telomeri, predisponendoci ai tumori".
"Partendo dall’aver notato che la longevità estrema, ossi l’invecchiamento in buona salute, si eredita e quindi se avete dei genitori centenari è probabile che vivrete anche voi cent’anni, al di fuori di quanto è scritto nei cromosomi, c'è ancora moltissimo da svelare". Il DNA ha ancora molto in serbo per noi. Comunque, la novità è tutta nella misurazione della lunghezza dei telomeri alla nascita: ripetendo l'operazione sui medesimi individui ad intervalli regolari si potrebbe conoscere quale è l'aspettativa di vita di ciascun soggetto. Il lavoro ha analizzato le cellule del sangue di un gruppo di fringuelli zebrati, verificando che gli uccellini più longevi avevano i telomeri più lunghi dei propri simili già a 25 giorni dalla nascita.

di Roberta Maresci

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