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Tumori al collo dell’utero: addio al pap test

Prevenzione più efficace e risparmio di risorse sanitarie, questi i vantaggi dell’introduzione del test HPV come strumento di screening primario

Tumori al collo dell’utero: addio al pap test

Arriva dopo il Pap test e dopo l’entrata della vaccinazione, ma il test HPV è destinato a cambiare i protocolli messi in atto in tema di prevenzione al tumore del collo dell’utero, che nel nostro Paese colpisce ogni anno circa 3.500 donne. La scoperta che l’infezione da HPV (Papillomavirus) fosse la causa principale di questo cancro ha aperto la strada anche a nuove strategie che interessano il risparmio di risorse sanitarie. Già messo in atto su un campione di 100mila donne, il nuovo modello organizzativo è ben attuabile e in grado di ottenere un miglioramento in termini di efficacia ed efficienza.

Il parere del medico 

Spiega il prof. Sergio Pecorelli, Ordinario Clinica Ostetrica e Ginecologica Università di Brescia, Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco: “I risultati raccolti dimostrano che la nuova tecnologia molecolare offre vantaggi organizzativi rispetto al Pap test e permette di aumentare l’efficacia della prevenzione, allungando l’intervallo tra un controllo e il successivo a 5-7 anni. Oltre agli aspetti pratici, questi studi stanno fornendo anche importanti valutazioni sugli aspetti di comunicazione e informazione alle donne e ai professionisti sanitari, azioni importanti che non dobbiamo sottovalutare, se vogliamo che i nuovi strumenti di prevenzione siano recepiti e utilizzati al meglio”. “Mentre con il Pap test vengono rilevate le alterazioni presenti sul collo dell’utero attraverso un’analisi al microscopio, il test HPV rileva la presenza con metodiche molecolari del Papillomavirus. Questa nuova strategia permette di fornire alla donna una maggior protezione contro il cancro della cervice per intervalli più prolungati. – spiega il dott. Massimo Confortini, Direttore del Laboratorio di Citologia Analitica e Biomolecolare e Citopatologia ISPO di Firenze e autore, insieme alla dott.ssa Francesca Carozzi, Responsabile del Settore di Diagnostica Molecolare ISPO, del nuovo volume edito da Elsevier "Prevenzione del carcinoma della cervice uterina. Dal test HPV al vaccino"- L’integrazione della vaccinazione con una nuova strategia di screening basata sul test HPV come screening primario può rappresentare un nuovo modello organizzativo in grado di razionalizzare al massimo le risorse e rendere pienamente efficace la prevenzione di questo tumore".

Il metodo

Il test HPV si effettua con prelievo simile al Pap test, facile, indolore e non invasivo. Il materiale prelevato non è però letto al microscopio, come nel Pap test, ma utilizzato per la ricerca del Papillomavirus ad alto rischio con un test di laboratorio specifico. Il campione viene quindi conservato in un liquido e analizzato con la tecnologia molecolare. Fra le metodiche più utilizzate vi è il test HPV HC2, che si basa sull’amplificazione del segnale per il rilevamento del DNA e permette di individuare gli HPV ad alto rischio oncogeno. La positività al test HPV  non è sinonimo di malattia, ma è soltanto un indice di un maggior rischio di patologia per la donna, che richiede successivi approfondimenti basati in primis sulla citologia. "Il punto di forza del test HPV è che le donne con test negativo, non sono a rischio di  sviluppo di carcinoma della cervice o di lesioni pre-invasive per almeno 5 anni - spiega la dr.ssa Francesca Carozzi, Responsabile Settore Diagnostica Molecolare ISPO, Firenze - mentre il rischio sarà maggiore per le donne con test HPV positivo, che sono circa il 5-10%; inoltre è importante sottolineare che solo una piccola frazione delle donne HPV positive svilupperanno una lesione della cervice, perché la maggior parte delle infezioni guariranno da sole. La possibilità di effettuare il test HPV all’interno dei programmi di screening consente di ottimizzare, in termini di appropriatezza, il percorso degli eventuali approfondimenti e di richiamare attivamente le donne al successivo follow-up".

 

Leggi anche - Tumori al collo dell’utero: dal test HPV al vaccino

di Roberta Maresci

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