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Trombosi venosa: le cause, i rischi, la prevenzione.

Tutto quello che c’è da sapere su una delle patologie più subdole e frequenti.

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Trombosi venosa: le cause, i rischi, la prevenzione.

La trombosi venosa colpisce ogni anno 1,6 persone su mille. Si tratta di una patologia abbastanza frequente caratterizzata da una parziale o completa ostruzione del circolo profondo degli arti superiori, delle vene pelviche o degli arti inferiori. Molto spesso non si manifesta con sintomi evidenti, anzi in alcuni casi è addirittura difficile da diagnosticare e può dar luogo a conseguenze gravi come l’embolia polmonare o l’insufficienza venosa cronica. Le trombosi venose si distinguono in: trombosi venose profonde e trombosi venose superficiali, il grado di gravità dipende sia dal tipo di vaso in cui il trombo si forma, sia dalla dimensione e localizzazione del vaso colpito. Avvalendoci della consulenza del Dott. Giuseppe Fabrizio Ferraro, Flebologo, abbiamo approfondito l’argomento con l’intento di risolvere i dubbi più comuni e soffermandoci in particolare sui rischi collegati all’assunzione di anticoncezionali e di estrogeni in genere.

 

Cause e diagnosi

Le cause della trombosi venosa profonda sono da ricondurre in prevalenza alla nota triade di Virchow: alterazioni della parete vascolare, alterazioni del flusso ematico, ipercoagulabilità.

Le tre alterazioni spesso sono combinate fra loro e possono essere congenite, causate da malattie quali infarto, tumori etc, o provocate da traumi come interventi chirurgici, ustioni, fratture etc. Altre cause sono da rintracciare in un’insufficienza cardiaca, nella degenza a letto per lungo tempo, nell’età avanzata con sedentarietà, nell’uso prolungato di estrogeni, in alcune malattie del sangue e del collageno. 

L’indagine di elezione non invasiva per la diagnosi della trombosi venosa è l’ecodoppler: la sua rapida eseguibilità, la  precisione e l’assenza di effetti collaterali, ne fanno il supporto diagnostico insostituibile per l’accertamento precoce del disturbo e per la prevenzione dei pericolosi effetti secondari.

 

Le cure

La terapia è diversa a seconda del tipo di trombosi. Per le trombosi superficiali in genere si utilizzano i comuni flebotonici (diosmina, suloxide, escina, centella etc), associandoli a terapia antinfiammatoria, con risoluzione della sintomatologia nel giro di una settimana -dieci giorni. La trombosi venosa profonda, invece, prevede protocolli terapeutici affidati all'uso di anticoagulanti iniettivi (eparina a basso peso molecolare) e di anticoagulanti orali per un arco di tempo che varia in relazione a diversi fattori. Nel caso delle trombosi venose localizzate agli arti inferiori alla terapia farmacologica deve essere sempre associata la terapia con calze elastocompressive.

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