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Per la malattia di Parkinson è importante una diagnosi precoce

In costante aumento, oggi fa la sua comparsa prima dei cinquant’anni

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Per la malattia di Parkinson è importante una diagnosi precoce

In costante aumento ovunque, la malattia di Parkinson colpisce fasce d’età sempre più giovani, con un’incidenza del 25% nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 50 anni e, in un caso su dieci, persino fra i 20 e i 40 anni. I motivi di questo incremento sono ancora in fase di studio.

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa provocata da un accumulo di proteine nel cervello e dalla conseguente graduale diminuzione del neurotrasmettitore dopamina.  “È ormai accertato che c’è una componente genetica, che in particolare riguarda circa 25 geni”, spiega il professor Fabrizio Stocchi, direttore del Centro Parkinson e disturbi del movimento, Irccs Ospedale San Raffaele di Roma. “In pratica, c’è chi eredita dai familiari i geni difettosi, e sono il 20% dei malati, e chi invece diventa sensibile alla malattia per un’alterazione dei suoi geni. Però per scatenare la malattia ci vuole l’intervento del fattore ambientale, il cosiddetto fattore X. Sono molti quelli sotto accusa: virus, batteri, sostanze presenti in alcuni alimenti o nell’acqua. Per dare un’idea, in alcune zone, come nelle Antille francesi, questo fattore è una sostanza presente in una pianta che le popolazioni locali utilizzano a scopo medicinale”, conclude Stocchi.