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Occhi: Retinopatia Diabetica, complicanza oculare del diabete

Cause, sintomi e ultime terapie per la patologia che danneggia i vasi sanguigni della retina, fino a compromettere la vista e rischiare la cecità. Dagli esperti, il sollecito alla prevenzione capace di ritardarne l’inizio e la progressione.

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Occhi: Retinopatia Diabetica, complicanza oculare del diabete

Con la consulenza di: Prof. Paolo Lanzetta, Professore Associato dell’Università di Udine, Direttore Scientifico dell’Istituto Europeo di Microchirurgia Oculare di Udine; Prof. Massimo Porta, Ordinario di Medicina Interna dell’Università di Torino, Direttore Prima Medicina Interna Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino (Molinette), Direttore del Centro Retinopatia Diabetica; Prof. Salvatore Caputo, Presidente Diabete Italia. 

 

Tutto ha inizio dal diabete: la patologia scatenata dall’incapacità dell’organismo di utilizzare gli zuccheri in maniera corretta. Tra le conseguenze, la loro eccessiva concentrazione nel sangue che favorisce l’insorgenza dell’iperglicemia, caratteristica del diabete mal controllato. È proprio questa, infatti, la principale causa della retinopatia diabetica, capace di danneggiare i vasi sanguigni dell’intero organismo, ostruendoli o deteriorandoli, compresi i capillari della retina. Le complicanze oculari del diabete, conosciute con il termine “Retinopatia Diabetica”, possono causare la perdita parziale e anche totale della vista e si calcola che in Italia ne sia affetto almeno il 30% della popolazione diabetica. La patologia è la prima causa di cecità legale, nei paesi industrializzati, tra i soggetti in età lavorativa. Può spesso evolvere in Edema Maculare Diabetico (DME), a sua volta un’ulteriore complicanza della retinopatia, che costituisce la causa più comune di perdita della funzione visiva. L’80-90% dei pazienti con diabete di tipo 1 sviluppa almeno una forma di retinopatia; di questi, il 30-40% può incorrere nella forma proliferante, dannosa non solo per la retina ma per l’intero occhio. Nei pazienti con diabete di tipo 2, benché la prevalenza della retinopatia sia più bassa (circa il 30-40%), le complicanze retiniche sono più gravi perché facilitano principalmente l’edema maculare.

“I dati epidemiologici confermano un importante aumento dei pazienti con diabete e il rallentamento nella comparsa delle forme più gravi di retinopatia.”, spiega il prof. Massimo Porta, Ordinario di Medicina Interna dell’Università di Torino, Direttore Prima Medicina Interna Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino (Molinette), Direttore del Centro Retinopatia Diabetica. “La retinopatia ha un avanzamento lento e silenzioso e grazie al miglioramento di monitoraggio e cura del diabete si riescono ad arginare le conseguenze peggiori.”

 

Che cos’è la Retinopatia Diabetica

La patologia si sviluppa generalmente dalla periferia della retina verso il centro: la sua prima fase si manifesta nella parte meno sensibile della retina (forma non proliferante) e solo in un secondo momento sulla macula, con danni a tutta la retina e a tutto l’occhio. Questa fase può complicarsi in due modi:

  • i liquidi fuoriusciti possono formare delle 'bolle’ (Edema maculare)
  • i capillari danneggiati e anomali possono invadere porzioni più o meno estese della retina e dell’occhio (retinopatia proliferante).

Il principale responsabile nell'evoluzione della retinopatia è una sostanza, chiamata VEGF (Fattore di Crescita dell’Endotelio Vascolare) che promuove la creazione di capillari nuovi ed anomali che risultano più fragili e permeabili. È solo in questa seconda fase che la visione inizia a essere compromessa. Questo sviluppo in due fasi, se monitorato correttamente, permette ai medici di intervenire prima che il danno sia grave, con il vantaggio per i pazienti di poter convivere con la malattia per decenni senza conseguenze serie sulla vista. L’aspetto negativo è dato proprio dal processo asintomatico della malattia. Il paziente, infatti, potrebbe non accorgersi dell'evoluzione della sua retinopatia fino a uno stadio molto avanzato, quando la vista è ormai compromessa.

“La retinopatia diabetica iniziale è caratterizzata dalla fuoriuscita di sangue e liquidi dai capillari danneggiati - spiega Paolo Lanzetta, Professore Associato dell’Università di Udine, Direttore Scientifico dell’Istituto Europeo di Microchirurgia Oculare di Udine -  In questa fase, il paziente può non accorgersi di nulla fintanto che non venga colpita la parte centrale della retina, utilizzata per la visione distinta. Con l’andare del tempo, tuttavia, la retinopatia può progredire nella forma proliferante per lo sviluppo di vasi neoformati, la cui rottura o crescita possono provocare un brusco calo della vista per emorragie vitreali, o per un distacco di retina da tessuto fibrosovascolare. In ogni fase della retinopatia può comparire un edema maculare, la principale causa di grave calo della vista nei pazienti diabetici.”, avverte il professore.

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