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Obesity day: metà degli italiani sono grassi

La proposta del ministro Fazio: “Città e mezzi di trasporto per combattere l’epidemia del XXI secolo

Obesity day: metà degli italiani sono grassi

"Il paziente obeso", secondo il ministro Fazio, "è un malato cronico e per questo in Italia si devono migliorare i reparti ospedalieri e i mezzi di trasporto”. La novità interessa 20 milioni di adulti italiani e 1 bambino su 5 (tra i 6 e i 17 anni). Ma l’Italia non è (tutta) unita neppure davanti alla bilancia. Così capita che in regioni come la Campania un bambino su due sia sovrappeso o obeso. Mentre in Valle d’Aosta non sappiano quasi cosa significhi avere il girovita più abbondante del normale.

Il dato è allarmante: 9 italiani su 10 assumono dieci grammi di sale al giorno, il doppio della dose giornaliera raccomandata dall’OMS per condurre una vita sana. In pratica, se risparmiassimo un cucchiaino da caffè di sale ogni giorno dalla dieta, in Italia si potrebbero evitare 67.000 casi di infarto all’anno e 40.000 di ictus.

Ma come sconfiggere l’epidemia del XXI secolo? “L’alimentazione sbilanciata, la sempre minore attività fisica e in misura minore i fattori genetici, costituiscono una miscela esplosiva che conduce inevitabilmente verso il sovrappeso e l’obesità, al punto che la cosiddetta chirurgia bariatrica, ovvero la chirurgia eseguita con il fine di ottenere e mantenere un adeguato calo ponderale, ha subito in Italia una crescita esponenziale negli ultimi anni”, dice Andrea Favara, specialista in chirurgia apparato digerente ed endoscopia digestiva chirurgica presso l’Ospedale S. Antonio Abate di Cantù (Co).

Il problema obesità in Italia sta riproducendo quanto è successo anni fa negli Stati Uniti e che paradossalmente sta interessando anche paesi nei quali una larga quota di popolazione è sottopeso, quali ad esempio l’India o la Cina. Per inquadrare il fenomeno, considerando come strumento di misura il cosiddetto indice di massa corporea (IMC) che identifica il normopeso con un valore compreso tra 18 e 25, solo il 50% degli italiani rientra in questa quota, ben il 33% è considerato sovrappeso (valore tra 25 e 29) ed il 9% francamente obeso ( superiore a 30) con un picco di incidenza attorno ai 50 anni.

L’allarme si rivolge quindi al singolo, ma soprattutto al sistema educativo (scuola e famiglia)", conclude Favara che suggerisce di "affrontare il problema all’origine, ovvero in età prescolare e scolare, per evitare ai bambini normopeso di oggi di diventare adulti obesi domani, con le conseguenze che tutti conosciamo. L’educazione alimentare non può che nascere in famiglia e proseguire in ambiente scolastico sia in maniera diretta sia con un adeguato controllo nutrizionale nelle mense scolastiche”.

di Roberta Maresci

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