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Impariamo a conoscere meglio il colesterolo

Scopriamo come viene prodotto dal nostro organismo, chi è più esposto e come scoprire se il suo valore è troppo alto

Impariamo a conoscere meglio il colesterolo

Il colesterolo è in gran parte prodotto dal nostro organismo. «È una sostanza grassa e cerosa, insolubile nell’acqua ed è un componente essenziale delle membrane cellulari, di alcuni ormoni, della vitamina D, fondamentale per lo sviluppo e l’accrescimento perché regola l’assorbimento di calcio e fosfati, e di sali biliari necessari per la digestione dei grassi alimentari», spiega Roberto Uliano, nutrizionista a Napoli.  Viene sintetizzato dal fegato, ma una quota variabile, che dipende dal tipo di alimentazione, viene assorbita invece dai cibi. In condizioni normali il fegato riduce o aumenta la sua produzione di colesterolo in dipendenza della quantità di colesterolo stesso che entra con il cibo. Naturalmente presente nel sangue, trasportato da grosse molecole chiamate "lipoproteine", il colesterolo può circolare nei vasi e raggiungere i depositi di grasso per essere accumulato o arrivare al fegato per essere eliminato. Le lipoproteine più importanti appartengono a due gruppi fondamentali: le HDL e LDL. Le lipoproteine HDL chiamate comunemente “colesterolo buono” e le LDL chiamate "colesterolo cattivo" che tendono a depositarlo sulle pareti delle arterie favorendo quindi col tempo la formazione delle placche (primo segnale dell’aterosclerosi).

 

Chi è maggiormente esposto
Con valori a livelli di guardia e un quantitativo accettabile di colesterolo buono (mai inferiore a 50/55 mg per dl di sangue nelle donne e a 40/45 negli uomini) non c’è da preoccuparsi. La situazione cambia quando a un alto tasso di colesterolo nel sangue si aggiungono uno o più fattori di rischio come la familiarità (si ha quando il papà, la mamma, uno zio o un altro parente prossimo ha l’ipercolesterolemia o soffre di malattie cardiocircolatorie), l’obesità, il diabete, l’ipertensione, uno stile di vita eccessivamente sedentario associato a scorretta alimentazione.

 

L’esame del sangue
Se si verifica la presenza di questi fattori che possono predisporre al rischio di malattie delle arterie, in genere, lo specialista prescrive periodici controlli del sangue. Il primo check up andrebbe eseguito attorno ai vent’anni per avere un valore di riferimento, ma se si appartiene ad una famiglia con casi di ipercolesterolomia il controllo va fatto fin dai primi anni di vita. Oggi si considera normale un livello di colesterolo totale inferiore ai 200 mg per ogni decilitro di sangue, ai limiti superiori quando è tra i 200-239 mg/dl, a rischio e in questo caso i controlli vanno intensificati e lo stile di vita corretto secondo suggerimento medico.

 

Le quattro regole sempre valide
Prima combattere la vita sedentaria: l’attività fisica aerobica (corsa, bici, sci di fondo, nuoto), praticata ad una intensità medio-alta, è in grado di aumentare il colesterolo buono. Seconda: no al fumo: l'ossido di carbonio, contenuto nel tabacco, aumenta la capacità del colesterolo  di penetrare nella parete arteriosa e riduce l'HDL il colesterolo buono. Terza: tenere sotto controllo lo stress. Ricercatori dell’University College di Londra hanno notato che quanto meno una persona è in grado di difendersi dallo stress tanto più questo fa salire i livelli di colesterolo. Sembra infatti che la noradrenalina che aumenta in fase di stress riduca la capacità del fegato di metabolizzare il colesterolo presente nel nostro organismo. Infine, mangiare il più possibile cibi amici del nostro benessere, vedi frutta, verdura, legumi, aglio che favoriscono una maggiore fluidità del sangue.

di Annalisa Bacci

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