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È frutto della ricerca italiana il primo vaccino contro la meningite

Per gli adolescenti, la categoria più a rischio, adesso c’è una nuova arma di difesa

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È frutto della ricerca italiana il primo vaccino contro la meningite

Si deve ai ricercatori italiani, il primo vaccino coniugato tetravalente contro la meningite protegge contro quattro dei cinque principali gruppi batterici (A, C, W135 e Y) responsabili dell’infezione meningococcica, grazie alla sua capacità di  aumentare la risposta difensiva dell’organismo nei confronti dell’infezione, indicato per adulti e adolescenti.

La conferma arriva da studi clinici condotti su adolescenti tra gli 11 e 17 anni di età. A un anno dalla vaccinazione, infatti, una proporzione più alta degli adolescenti ai quali era stato somministrato questo nuovo vaccino coniugato conservava una risposta di anticorpi protettiva maggiore rispetto a chi aveva ricevuto un normale vaccino. Si tratta di risultato importante perché proprio adolescenti e giovani adulti sono più esposti al rischio, come dimostra uno studio statunitense secondo il quale circa un quarto delle infezioni meningococciche che colpiscono la fascia d’età tra 15 e 24 anni ha un esito fatale

Categorie a rischio

È proprio lo stile di vita dei ragazzi a esporli a comportamenti che possono favorire il contagio: la scuola in primo luogo, i viaggi all’estero, gli sport di squadra, luoghi d’incontro molto affollati, contatto ravvicinato con coetanei. L’ultimo caso di meningite batterica si è segnalato in un liceo romano lo scorso 24 gennaio, il quindicenne è fuori pericolo ma l’allarme ha scatenato le polemiche sull’importanza della politica vaccinale e della sensibilizzazione del pubblico. 

Nonostante la meningite menigococcica abbia in Italia una mortalità del 14%, secondo la ricerca “Gli adolescenti e la meningite meningococcica: le conoscenze e la percezione del rischio da parte delle mamme”, condotta da GfK Eurisko e promossa da Novartis Vaccines,  il 67% delle mamme italiane non ritiene che i propri figli siano a rischio, soltanto due terzi di loro è a conoscenza dell’esistenza di un vaccino antimeningococcico e solo un terzo ha effettivamente vaccinato i figli contro la malattia, che ha un’insorgenza improvvisa e un’evoluzione molto rapida. 

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