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Denti. Le regole per una corretta igiene

Si basa su semplici comportamenti, che andrebbero adottati fin da piccoli. L’igiene dentale è fondamentale per un sorriso sano e bello

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Denti. Le regole per una corretta igiene

Un sorriso bianco, splendente e radioso? Molto dipende da noi. Una corretta igiene della bocca e dei denti, infatti, permette di mantenerli in perfetta salute e di avere quindi anche notevoli vantaggi estetici. Che cosa fare in pratica? Imparare a lavarsi bene i denti (l’ideale è farlo entro una mezz’ora da che si è finito di mangiare, per evitare che la placca batterica e i germi proliferino su denti e gengive), usare correttamente il filo interdentale e non dimenticare i controlli e la pulizia professionale dal dentista, almeno una volta l'anno.

 

L’importanza del filo interdentale
Accanto a spazzolino e dentifricio non deve mai mancare l’uso del filo interdentale, che aiuta a rimuovere la placca e i residui di cibo (che favoriscono lo sviluppo della carie) che si annidano tra dente e dente. Si può scegliere il filo cerato o non cerato a seconda delle proprie preferenze e dello spazio che si ha tra i denti: il filo cerato scivola più facilmente anche se i denti sono molto vicini. Ecco come usare correttamente il filo.

  • Prendere circa 40 centimetri di filo e arrotolarlo attorno a entrambi gli indici, aiutandosi con il pollice e il medio a far scivolare il filo nello spazio tra un dente e l’altro.
  • Spingere il filo fino alla gengiva, ma senza sentire male.
  • Spostare il filo dalla gengiva fino alla superficie masticante del dente per 2-3 volte, da entrambe le parti dello spazio interdentale.
  • Ripetere l'operazione in tutti gli spazi e ricordarsi di pulire anche quello dietro l’ultimo dente. Se si ha uno spazio molto ampio tra i denti, oppure sotto i ponti, si può usare uno scovolino interdentale, una specie di “minispazzolino” che aiuta a eliminare la placca tra dente e dente. Per scegliere la misura giusta si può chiedere consiglio al dentista o in farmacia.
  • Bisogna usare il filo interdentale o gli appositi scovolini almeno due volte al giorno, preferibilmente prima di spazzolino e dentifricio.



Le buone regole
È importante imparare a usare bene lo spazzolino, cosa non è sempre così scontata.

  • I denti vanno lavati accuratamente su tutte le superfici: davanti, dietro e sulla superficie dove si mastica.
  • Per eliminare con maggiore efficacia la placca vanno fatti dei movimenti verticali, dalla gengiva verso la sommità del dente, o rotatori, ed evitati invece quelli orizzontali, non particolarmente efficaci.
  • Vanno scelti spazzolini in materiale sintetico e morbidi e bisogna evitare di grattare troppo quando si spazzola, altrimenti si rischia di rovinare lo smalto.
  • Per ottenere una buona pulizia bisogna spazzolare delicatamente i denti per almeno 2 minuti.
  • Bisogna pulire anche la lingua, usando lo spazzolino dal fondo verso la punta: così si elimina anche la placca qui presente.
  • Sostituire lo spazzolino ogni 3 mesi, o anche prima se le spazzole si aprono e hanno un aspetto "vissuto", altrimenti la loro efficacia è praticamente nulla.
  • Si può optare per lo spazzolino elettrico che garantisce un movimento corretto e una durata sufficiente della pulizia dei denti. Non tutti i dentisti, però, concordano che sia più efficace dello spazzolino tradizionale.
  • Il dentifricio aiuta ad avere un alito più fresco. Meglio scegliere quelli che contengono fluoro, che aiutano a prevenire la carie, e se si soffre di particolari disturbi (ad esempio denti sensibili), è bene chiedere al dentista o all’igienista dentale di consigliare il tipo più adatto.



Igiene orale in gravidanza
Se si aspetta un bambino occorre curare in modo particolare l’igiene dei denti e delle gengive. Durante l’attesa, infatti, il livello di ormoni femminili presenti nell’organismo si alza. Queste sostanze possono agire sulle gengive rendendole più sottili e delicate. Un’igiene orale non del tutto accurata può quindi favorire sanguinamenti e aumentare il rischio di formazione del tartaro. Per questo durante i 9 mesi è molto importante usare sempre spazzolino, dentifricio al fluoro e filo interdentale ed eseguire un paio di sedute di igiene orale professionale. Il medico può anche applicare un gel al fluoro che può aiutare i denti a essere più "forti". In alcuni casi può consigliare di usare un collutorio al fluoro, la sera dopo avere lavato i denti. A volte il ginecologo e/o il dentista può suggerire l’assunzione di pastigliette di fluoro, che forniscono la quantità necessaria di questo minerale sia per la salute dei denti della mamma, sia per il corretto sviluppo di quelli del nascituro i cui dentini cominciano a formarsi già dal secondo mese di gestazione. Per assicurare al piccolo la giusta quantità di sostanze che facciano crescere i dentini forti e sani, durante la gravidanza è bene inoltre curare l'alimentazione e mangiare alimenti che contengano vitamina C (per esempio agrumi, kiwi, pomodori), vitamina D (latticini, uova, fegato) e calcio (latte e latticini).



Tartaro: un nemico da eliminare
In una bocca non ben pulita si sviluppano dei batteri che proliferano sulla superficie dei denti, dando origine alla placca batterica. A lungo andare, soprattutto se non si riesce a eliminare perfettamente i residui di cibo, la placca può "trasformarsi" in tartaro. Con le variazioni del pH della saliva, infatti, la placca costituisce la base su cui si depositano dei minerali (soprattutto calcio e fosforo) che vanno a costituire il tartaro. Esistono in realtà 2 tipi di tartaro: quello visibile (dal colore giallognolo) sulla superficie dei denti e quello che si installa tra la gengiva e il dente (tasche parodontali). Quest’ultimo è il più pericoloso perché crea un’infiammazione costante che può portare con il passare del tempo a un riduzione dell’osso su cui sono fissati i denti, e al rischio di avere denti che ballano o addirittura che cadono (malattia parodontale). Come fare per evitare brutte sorprese? Oltre a seguire una corretta igiene orale a casa, è importante andare dal dentista per la pulizia professionale con rimozione del tartaro, almeno una volta l’anno o secondo le indicazioni del dentista.

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