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Un cuore matto: focus sulla Fibrillazione atriale

Una patologia grave, che può generare ictus e tromboembolismo. Ecco come curarla e prevenirla, per condurre una vita normale.

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Un cuore matto: focus sulla Fibrillazione atriale

Con la consulenza del dott. GIUSEPPE PUGLIESE, specialista in cardiochirurgia, Università Campus Biomedico di Roma; Centro Santa Maria della Pace - Istituto Don Gnocchi di Roma.



Una patologia cardiaca che può essere gravissima, tanto da essere chiamata anche “killer silente”. Parliamo della fibrillazione atriale, uno dei principali fattori di rischio per l’ischemia cerebrale (basti pensare che 1 ictus su 4 è dovuto a quest’anomalia nel ritmo del cuore).

Si tratta di un’irregolarità dei battiti cardiaci, spesso molto accelerati e non ritmici, che può non essere avvertita. Ecco perché fare una diagnosi precoce è importantissimo. L’ictus cerebrale colpisce ogni anno in Italia circa 200 mila persone ed è la prima causa d'invalidità al mondo, manifestandosi con deficit deambulatorio e alterazioni cognitive.

 

Cosa succede

Quando i battiti sono troppo veloci e non regolari, si forma il rischio di ristagno di sangue negli atri del cuore (cavità sopra i ventricoli): questo costituisce il presupposto fondamentale per la formazione di coaguli. I coaguli non sono altro che gruppetti di cellule del sangue inerti, che creano il rischio di emboli. Questi possono raggiungere il cervello e provocare un ictus. Tuttavia, chi soffre di fibrillazione atriale, anche cronica, può condurre una vita normale.

L’aritmia può manifestarsi in diversi modi ed essere del tutto asintomatica, quindi non dare disturbi apparenti. Si definisce parossistica quando è autolimitantesi (può avere una durata variabile da poche ore a intere giornate). Si definisce persistente quando l’anomalia dei battiti si arresta solo con un trattamento medico. Ma può diventare permanente o cronica quando, malgrado le cure, non si ottiene una regressione della patologia.

 

I fattori di rischio
Quelli cardiovascolari che possono predisporre la comparsa della fibrillazione atriale sono:

  • una malattia cardiaca;
  • l’età avanzata;
  • la pressione arteriosa alta;
  • l’infarto miocardico;
  • le infezioni del cuore;
  • le valvulopatie.


Comune anche in persone che soffrono di malattie della tiroide, che hanno l’ernia iatale o il reflusso gastroesofageo, l’anemia, il diabete mellito, malattie del respiro, che fanno abuso nicotinico e/o alcolico, di caffeinae cocaina, che hanno stress psicologico, ecc. Esiste, infine, una forma genetica della malattia.

 

Scopriamo insieme i primi sintomi...

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