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La clamidia, un'infezione molto pericolosa

Basta un controllo annuale per prevenire una malattia che può causare l’infertilità nelle giovani donne

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La clamidia, un'infezione molto pericolosa

Lo dicono gli esperti britannici. Con un controllo all’anno a tutte le giovani donne, dalle adolescenti fino alle ragazze di 25 anni, sarebbe possibile riconoscere tempestivamente la clamidia e curarla bene in otto casi su dieci. Perché tutta questa attenzione su un disturbo così poco conosciuto? Perché a tutt’oggi rappresenta la causa della sterilità nel 10-40% delle donne che hanno sofferto di questa malattia sessuale, ma senza saperlo. Ma non solo. Nel 60% dei casi la clamidia, se non viene curata bene, o addirittura trascurata, provoca la vestibolite. Ogni volta che si ripresenta infatti  rende più sensibile la zona attorno alla vagina, chiamata per l’appunto vestibolo. Si instaura così un circolo vizioso: man mano aumentano sempre di più l’irritazione e il dolore, che gradualmente diventa cronico.


 “La clamidia è scatenata da un batterio estremamente piccolo che si chiama Chlamydia trachomatis,” spiega Giovanni Menaldo, direttore dell’Istituto di medicina della riproduzione e psicosomatica di Torino. “Si trasmette attraverso rapporti sessuali non protetti con un partner che a sua volta ha già la malattia. Per dare un’idea, se uno dei due partner è infetto, la probabilità di trasmissione all'altro è del 20% e la durata media dell'infettività, se l'infezione non viene curata, può arrivare fino a un anno. In più, dati recenti hanno provato che le donne affette da clamidia hanno un rischio di contrarre il virus dell’Hiv cinque volte più alto rispetto a una donna sana.” Usa quindi sempre il preservativo se il compagno è occasionale, ma anche all’inizio di una relazione più stabile. Ricordati però di far indossare il profilattico già durante i rapporti preliminari dal momento che la clamidia, come tutte le malattie a trasmissione sessuale, si può prendere anche attraverso il contatto con le mucose genitali, anali e della bocca.

 
“Il grande problema della clamidia è che spesso non dà sintomi ed è per questo che bisognerebbe seguire il consiglio dei colleghi britannici di effettuare almeno un controllo all’anno,” dice il professor Menaldo.”Il test è semplice ed economico e consiste in un’analisi delle urine. Lo stesso esame andrebbe fatto nel caso di un rapporto non protetto e a rischio.  Trascorrono infatti da una a tre settimane dall’infezione: un periodo pericoloso perché si può trasmettere il contagio ad altri.” I sintomi si verificano in circa sei casi su dieci. Chiama il medico se hai perdite di colore bianco-giallastro o una fastidiosa sensazione di irritazione. Se la trascuri, l’infezione avanza e in più cominci ad accusare dolori al basso ventre e alla schiena, nausea, febbre e perdite di sangue. I segnali sono ancora più lievi negli uomini, talvolta con secrezioni o sensazione di irritazione e prurito alle parti intime. Raramente, inoltre, si hanno infiammazione, ingrossamento e dolore ai testicoli.

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