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Chi rischia di più nell’esporsi al sole?

È unanimamente riconosciuto che l'esposizione ai raggi solari, senza adottare dovute protezioni, causa seri danni alla pelle. Ma, qual è l’età più a rischio? Quella dell’incoscienza…

Chi rischia di più nell’esporsi al sole?

I bebé, verrebbe da dire. Ma non è così. La categoria più a rischio sono gli adolescenti: troppo grandi per essere protetti (e spalmati…) da mamme e papà (guai ad avvicinarsi in pubblico al figliolo!) e troppo giovani perché siano autonomamenti inclini a preoccuparsi dei danni futuri che una scorretta esposizione ai raggi solari può provocare. E così, ogni estate oltre 700mila ragazzi rischiano la pelle. Un esercito di potenziali ustionati che si cospargono di sostanze naturali (birra, chiara d’uovo, olio d’oliva) con la convinzione, sbagliatissima, che favoriscano l’abbronzatura. Questi dati abbastanza preoccupanti sono emersi nel 2010 dalla ricerca Vichy Laboratoires e AIDA (Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali) condotta su un campione di 800 ragazzi e ragazze italiani in età compresa tra i 15 e i 25 anni.

Lo studio rileva che oltre il 50% dei giovani non prende nessuna precauzione e questa percentuale sale al 60% per i maschi di età compresa tra i 15 e i 19 anni, inoltre ben il 27% ritiene che il sole non provochi danni alla pelle. Alcuni addirittura credono che sia necessario scottarsi, perché dopo un’ustione la pelle diventa più resistente e ci si abbronza di più (12% del campione e ben il 20% degli uomini) o rinunciano alla protezione una volta abbronzati perché immaginano sia, a questo punto, inutile (17% degli uomini).

Le motivazioni principali per il mancato utilizzo delle creme solari sono da ricercarsi nel 58% dei casi nella presunta saltuarietà con la quale ci si espone al sole (“in fondo si tratta solo di una volta l’anno…”). Motivazioni che addirittura salgono al 65% sul segmento dei 19/25enni. Segue a ruota il ritenere che in fondo un po’ di sole non abbia mai fatto male a nessuno (27%). Un’altra delle ragioni per cui i ragazzi non usano la crema protettiva è la cattiva convinzione che non aiuti ad ottenere un’abbronzatura bella e duratura. Tuttavia il 50% delle ragazze non utilizzatrici di solari sarebbe disposta a cambiare le proprie abitudini al sole, utilizzando quindi una crema protettiva, se questa assicurasse una buona abbronzatura.

In generale, si può affermare che dallo studio emerge una diffusa mancanza d’informazione da parte dei giovani sulla corretta esposizione al sole e sui danni, anche gravi, correlati. Dati recenti dimostrano, infatti, che la fascia adolescenziale comincia ad essere interessata dal melanoma con una frequenza preoccupante. Sensibilizzare i giovani al problema, quindi, è estremamente importante. E per agganciare la loro attenzione la dottoressa Nerella Petrini, dermatologa AIDA (Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali) suggerisce: «Bisogna puntare su ciò che è “trendy”. Insistendo sul concetto che l’effetto “lampadato” non è più “in” e che è meglio una tintarella omogenea a una pelle chiazzata da spellature»!

di Luciana Bussini

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