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Artrite reumatoide: la prevenzione come cura alla malattia

Ci sono nuove prospettive nella terapia dell'artrite reumatoide, una malattia cronica che colpisce le articolazioni di circa 20 milioni di persone, abbiamo intervistato il professor Giovanni Minisola

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Artrite reumatoide: la prevenzione come cura alla malattia

Ci sono nuove prospettive nella terapia dell'artrite reumatoide, una malattia cronica che colpisce le articolazioni di circa 20 milioni di persone nel mondo e più di 300 mila in Italia. Se ne sta parlando da oggi nel territorio emiliano-romagnolo, a Rimini, sede dell’annuale appuntamento con il più importante Congresso SIR di Reumatologia a livello italiano (23-26 novembre). Noi di Piu sani più belli facciamo il punto con il professor Giovanni Minisola Direttore della Divisione di Reumatologia dell'Ospedale di Alta Specializzazione "San Camillo" di Roma e Presidente della SIR, Società Italiana di Reumatologia), sulle ultime novità presentate in occasione di questi due appuntamenti.

 

Professor Minisola, perché la diagnosi precoce dell’artrite Reumatoide ha un ruolo fondamentale nell’evoluzione della malattia?

"La reumatologia è in continuo sviluppo in tutto in mondo. Oggi disponiamo di terapie che permettono di intervenire sul decorso di malattie reumatiche altamente invalidanti, come l’artrite reumatoide: abbiamo infatti a disposizione farmaci biologici, non disponibili dieci anni fa, che ci permettono di  trattare efficacemente i pazienti che non rispondono alle terapie tradizionali. In Italia il tempo medio tra la comparsa dei sintomi e la diagnosi di artrite reumatoide è di 2 anni. La diagnosi precoce è un punto fondamentale per combattere le alterazioni irreversibili che sono alla base dell’invalidità dell’artrite reumatoide. Intervenendo precocemente la malattia viene bloccata prima che si instaurino danni irreversibili e strutturali che colpiscono le articolazioni e la componente ossea adiacente. La diagnosi precoce diventa così una condizione indispensabile per un intervento terapeutico che sia allo stesso tempo tempestivo e appropriato. Ci sono due importanti problemi da risolvere per diagnosticare precocemente l’artrite reumatoide e per trattarla opportunamente: da un lato i campanelli d’allarme dell’artrite reumatoide che, pur essendo noti, possono non essere prontamente riconosciuti dai medici di medicina generale, dall’altro le carenze delle strutture reumatologiche in Italia che ritardano o impediscono, quando necessari, i ricoveri, e che dilatano a dismisura i tempi di attesa per le visite ambulatoriali specialistiche".

 

Tocilizumab in monoterapia è l’unico biologico ad aver dimostrato superiorità rispetto all’attuale gold standard metrotrexato. Al congresso SIR verranno commentati i dati dello studio ACT-RAY, che hanno dimostrato la stessa efficacia clinica tra tocilizumab in monoterapia e tocilizumab in combinazione con metotrexato, anche in relazione al danno articolare. Come si possono tradurre questi dati nella pratica clinica? 

"I dati presentati alla SIR confermano la validità di tocilizumab in termini di efficacia, sicurezza e tollerabilità. Tocilizumab è un agente che neutralizza l’interleuchina-6 ed è l’unico farmaco biologico ad aver dimostrato di essere superiore al metotrexato. In particolare, lo studio ACT-RAY ha confermato che il suo impiego, anche in assenza di associazione con metotrexato, è efficace nel ridurre il danno articolare e nel controllare i sintomi tipici della malattia. È un risultato particolarmente significativo, perché abbiamo ora a disposizione un farmaco biologico utilizzabile per i pazienti intolleranti al metotrexato o per quelli che con tale farmaco hanno in precedenza avuto esperienze negative".

 

L’artrite reumatoide colpisce anche i giovanissimi: in questo caso quanto è importante riconoscere e curare la patologia fin da subito per "recuperare" l’adulto da grande?

"Anche per i più giovani la diagnosi precoce è fondamentale, esattamente quanto lo è per gli adulti. Una diagnosi precoce nei giovanissimi ha un duplice valore: sicuramente clinico, ma anche "umano" perché i bambini e gli adolescenti sono soggetti particolarmente fragili e sensibili".

 

 

 

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