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Artrite reumatoide: la prevenzione come cura alla malattia

Ci sono nuove prospettive nella terapia dell'artrite reumatoide, una malattia cronica che colpisce le articolazioni di circa 20 milioni di persone, abbiamo intervistato il professor Giovanni Minisola

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Artrite reumatoide: la prevenzione come cura alla malattia

L’utilizzo di Tocilizumab è stato da poco approvato dalla Commissione Europea anche per il trattamento dell’artrite idiopatica giovanile sistemica. Cosa significa questo per i bambini malati?

"Fino a poco tempo fa le cure per l’artrite idiopatica giovanile sistemica erano veramente poche. La possibilità di avere un farmaco efficace, come tocilizumab, consente di controllare efficacemente la malattia, i sintomi clinici e le modificazioni strutturali che sono il presupposto per un’invalidità quando il bambino sarà adulto. Una terapia efficace consente non solo di controllare la malattia ma di evitare l’impatto negativo che la sofferenza di un bambino ha anche sui genitori e sugli altri famigliari".

 

Quali ritiene siano i vantaggi delle terapie biologiche e dell’innovazione in reumatologia a salvaguardia della sostenibilità del sistema? Il risparmio sui costi indiretti può tradursi in un investimento di valore per il sistema? 

"I vantaggi che derivano dalle terapie biologiche sono enormi, ma nonostante ci sia oggi in Italia una maggiore coscienza della malattia, il nostro Paese è ultimo, per quel che concerne l’impiego dei farmaci biologici in reumatologia, tra le nazioni europee più avanzate in Europa. La sostenibilità della spesa sanitaria rientra in un contesto più ampio: quello della allocazione razionale delle risorse. Il farmaco biologico ha un costo elevato, ma la spesa che oggi si affronta per il biologico è in realtà un investimento sociale economicamente vantaggioso: significa recuperare una persona malata, permettendole una vita normale nei contesti sociale, famigliare e lavorativo, ed evitare di far pagare alla collettività gli elevati costi sociali di una malattia invalidante maltrattata. Va inoltre considerato che i soggetti con artrite reumatoide sono spesso giovani adulti che hanno necessità di condurre una vita assolutamente normale e per i quali la mancata normalità si traduce in costi e oneri diretti e indiretti non solo per gli interessati, ma anche per i famigliari e la collettività. Infine va sottolineato, con vivo disappunto, che in Italia esiste una situazione di disparità a livello regionale: in reumatologia l’assistenza terapeutica non è uguale per tutti e alcune opportunità terapeutiche, tra le quali la possibilità di impiegare i farmaci biologici secondo criteri scientifici, sono fruibili facilmente in pochissime regioni e difficilmente in molte altre".

di Roberta Maresci