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Odore di benzina: perché ci piace? Quanto fa male?

Per alcuni è irresistibile: scopriamo se bisogna preoccuparsi e che danni può causare

Odore di benzina: perché ci piace? Quanto fa male?

Tra tutte le passioni fanciullesche che hanno accompagnato tanti bambini durante la crescita, quella verso l’odore della benzina rimane tra i ricordi indelebili di ognuno di noi. Chi, almeno per una volta, durante un lungo viaggio non ha fatto una sosta ed annusato la benzina che avrebbe condotto verso il luogo delle vacanze? Molti studi hanno cercato di rispondere alla domanda: “Perché piace l’odore della benzina”.

 

Come una droga

Tra le risposte più convincenti – e forse preoccupanti - c’è quella di uno studio americano sull’argomento che sembrerebbe dimostrare una stretta correlazione tra il piacere provato attraverso l’odore della benzina e la possibilità per un ragazzino di vedersi, una volta cresciuto, più facilmente attratto dalle droghe. La benzina infatti conterrebbe degli elementi paragonabili per consistenza ed effetti alle comuni droghe leggere: l’odore di benzina avrebbe la capacità di creare una specie di dipendenza, il che spiegherebbe l’insistente desiderio di annusarla, nonostante non rappresenti propriamente un tipico “buon odore”, e sia spesso accompagnato anche da lievi vertigini.

 

Ansia da inquinamento

Ma cosa succede nel momento in cui la benzina, una volta messa in moto l’auto, viene bruciata e fuoriesce dai tubi di scarico? È chiaro che la combustione della benzina porta a sostanze e odori ben diversi è stato scientificamente dimostrato che i fumi che fuoriescono dalle nostre automobili possono generare ansia, nervosismo e stress. Cosa che contribuisce a spiegare i comportamenti non troppo educati che molti automobilisti tendono a tenere durante le lunghe code di un pomeriggio d’estate in direzione di un centro commerciale oppure nel traffico delle grandi metropoli.

Una ricerca dell’Università del Cairo hanno spiegato in maniera accurata che i vapori dei tubi di scappamento generano ansia nell’automobilista e si accentua la possibilità di attacchi di panico nei soggetti predisposti. Esponendo dei topolini alle esalazioni dei tubi di scarico, si è notato che gli animali risultavano più ansiosi e aggressivi. Inoltre, una parte delle cellule cerebrali degli animali esposte ai gas risultavano danneggiate.  Insomma i risultati, pubblicati sulla rivista BMC Physiology, confermerebbero quanto si è sempre sospettato: l’esposizione all’inquinamento delle città espone ai già citati problemi di ansia, stress e aggressività e come se non bastasse comporta danni di diverso grado, tra cui anche allergie, aborto e problemi all’apparato cardiocircolatorio.  

di Vittorio Di Gioia

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