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Nei: è tempo di controllarli

L'’esposizione al sole costituisce un alto fattore di rischio. Settembre è un buon mese per verificare lo stato di salute dei nei

Nei: è tempo di controllarli

I nei sono neoformazioni benigne della pelle, originate dai melanociti, cellule dell’epidermide che sintetizzano la melanina. Si sviluppano nel corso della vita (raramente compaiono già alla nascita) e la loro insorgenza è per lo più legata a fattori genetici, cui si aggiungono altre cause come l’esposizione al sole, il fumo, l’inquinamento atmosferico.

Spesso, sottovalutiamo i nei che compaiono sul nostro corpo o ci dimentichiamo di tenere sotto controllo quelli già esistenti, mentre verificarne periodicamente la salute è estremamente importante per scongiurare il pericolo di melanoma, un tumore della pelle che può avere conseguenze molto gravi.

Il sole costituisce un elevato fattore di rischio per la formazione dei melanomi, pertanto dopo l’estate è sempre opportuno esaminare i nei. Il dermatologo ha a disposizione strumenti molto efficaci per controllare lo stato di salute della pelle: dermatoscopia, esame istologico e mappatura dei nei, sono i metodi più diffusi per analizzare i nei e indicare le eventuali terapie a cui ricorrere in caso di anomalie. Per orientarci meglio e saperne di più sull’argomento, ci siamo avvalsi della consulenza del dott. Luigi Gardi, specialista dermatologo, a cui abbiamo posto alcune domande.

 

Si sente spesso parlare di regola dell’ABCDE, vuole spiegarci di cosa si tratta?

È una semplice regola mnemonica per aiutare i pazienti nell’auto-osservare dei nei.

- Con la lettera "A" si intende asimmetria: una lesione che in qualche maniera nella sua forma, presenta delle variazioni di grandezza, larghezza, spessore, ecc.

- Con la lettera "B" si indicano i bordi, che in un nevo normale sono piuttosto arrotondati e uniformi, mentre in quelli sospetti si presentano piuttosto frastagliati e con incisure.

- Con la lettera "C" si intende il colore: generalmente è marrone, qualora ci siano variazioni verso nero, il rosso o il bluastro bisogna insospettirsi.

- La lettera "D" si riferisce alle dimensioni: un nevo del diametro inferiore a 6 mm, generalmente è sempre benigno.

- Con la lettera "E", infine, si indica l’evoluzione del nevo che può divenire asimmetrico, con bordi irregolari, cambiare di colore, ecc. 

 

Quali sono i nei più pericolosi?

Sono da considerarsi più a rischio quelli situati nelle zone fotoesposte, quelli sotto la pianta dei piedi e quelli presenti sulle gambe, sebbene tutto il distretto cutaneo può essere interessato. I raggi solari, infatti, favoriscono la stimolazione dei nevociti, le cellule che compongono i nei che, qualora abbiano un minimo grado
di displasia, possono trasformarsi in melanomi. 

 

Chi sono i soggetti più a rischio? 

I soggetti più a rischio sono i cosiddetti fototipi 1 e 2, ovvero persone che hanno la cute molto chiara, occhi chiari, capelli rossi, persone che quando si espongono al sole si scottano sempre e non si abbronzano mai. Le evidenze cliniche dimostrano che questi soggetti, se non adeguatamente fotoprotetti, negli anni tendono a sviluppare oltre che melanomi, tutta una serie di lesioni 
precancerose fino all’insorgenza di lesioni cancerose vere e proprie. 

 

Quanto conta la prevenzione?

La prevenzione è il primo passo per evitare melanomi e cancerosi cutanee, per cui è buona regola proteggersi dalle radiazioni attiniche con filtri solari adeguati al proprio fototipo cutaneo, da applicare prima della fotoesposizione. Attualmente un ulteriore presidio molto importante è costituito dalle endonucleasi , in grado di riparare i danni causati dal sole sul Dna delle cellule cutanee.

 

Come capire se un neo va asportato?

È opportuno consultare lo specialista dermatologo per una eventuale esportazione quando un neo, apparentemente normale, mostra una di queste condizioni:

- improvvisamente tende a cambiare il proprio colore (ad esempio da marrone a nero scuro)

- sanguina spontaneamente

- è dolorante

- aumenta in breve tempo il proprio volume e cambia i propri margini che divengono molto irregolari

 

Qual è la tecnica di asportazione più efficace?

Il neo va asportato chirurgicamente, con chirurgia a lama fredda (bisturi). Occorre eliminare la lesione in toto e poi proseguire con l’esame istologico che stabilirà la natura del nevo.

di Giulia Franchino
PARLIAMO DI: nei, prevenzione, nevo, dermatologo,

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