I VIDEO DI ROSANNA
Oroscopo della salute Ariete Toro Gemelli Cancro Leone Vergine Bilancia Scorpione Sagittario Capricorno Acquario Pesci Oroscopo della settimana

Gambe e braccia, quando ci vuole il lifting

La stessa tecnica usata per il viso per restituire tonicità e consistenza ai tessuti degli arti

No pagePagina successiva
Gambe e braccia, quando ci vuole il lifting

La trasformazione è così evidente che non occorrono molte parole per descriverla: con gli anni, i tessuti del corpo perdono consistenza e tonicità. Sicuramente il seno e l’addome - soprattutto dopo una o più gravidanze - ma anche le braccia e le gambe. Certo la “caduta” può essere rallentata da un’alimentazione attenta (ricca di antiossidanti, le sostanze che aiutano il ricambio cellulare) e da una costante attività fisica. Ma, comunque, succede: i tessuti diventano molli e cadenti, sembrano come “staccati” da quelli più profondi. Quando si verifica nel viso, questa caduta, si pensa subito al lifting, l’intervento capace di sollevare i tessuti e di eliminare la cute in eccesso e di conseguenza le rughe. La stessa tecnica si applica a braccia e gambe, ottenendo gli stessi effetti, cioè tessuti più compatti e di conseguenza dall’aspetto più “giovane”.

 

Il lifting inguino-crurale

«Per le gambe si ricorre al lifting inguino-crurale – dice Marco Klinger professore di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l'Università degli Studi di Milano-Istituto Clinico Humanitas -. Il punto di partenza sono cosce molli e cadenti, tipiche di donne che sono dimagrite di molti chili. Il punto di arrivo sono cosce più tese, compatte e ridotte. Il principio e la procedura sono gli stessi del lifting al volto: si scollano i tessuti più superficiali da quelli più profondi e li si riposiziona in modo corretto, per far sì che siano più in alto e più tesi».

Di sicuro non è tra gli interventi più “soft” (basti pensare che dura in media 1, 5-2 ore) e più frequenti, ma ha comunque il vantaggio di non lasciare cicatrici visibili. «È vero che le incisioni sono molto ampie e che di conseguenza le cicatrici sono estese – dice ancora Klinger -. Però sono naturalmente nascoste, in quanto posizionate all’inguine e sul pube». L’intervento avviene in anestesia generale e richiede qualche giorno di ricovero. I punti vengono tolti tra i 12 e i 15 giorni dopo l’intervento. «In questa fase, è fondamentale l’assoluta pulizia delle regioni in cui si trovano le cicatrici e la più grande attenzione a non sottoporre la zona a tensioni particolari. Perché la cicatrice si sviluppi nel migliore dei modi, infatti, è importante che non “tiri”».

Vota questo articolo

Il voto dei lettori (3/5)

Commenti  Visualizza commenti     Stampa  Stampa articolo
Lascia un commento