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Brava System, per aumentare il seno col proprio grasso

Si tratta di un nuovo metodo per effettuare il lipofilling della mammella. Il parere dell’esperto, il prof. Paolo Mezzana

Brava System, per aumentare il seno col proprio grasso

La letteratura medica abbonda di esperienze cliniche riferite al reimpianto di tessuto adiposo a scopo riempitivo. Si faceva già alla fine dell’Ottocento. Tralasciando l’idea non proprio recente, è possibile evitare l’impiego di protesi sostituendole con del grasso in eccesso? "Il lipofilling, o la sua evoluzione lipostruttura, è una procedura comune in chirurgia estetica, effettuata con una certa frequenza per l’ingrandimento di alcune aree corporee come le labbra, gli zigomi o, più raramente, i glutei", spiega Paolo Mezzana, Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica a Roma. "Non tutto il grasso che viene iniettato con il lipofilling attecchisce però nella nuova sede, e una parte variabile va incontro a necrosi, riassorbimento e/o calcificazione", sottolinea Mezzana che si sofferma sulle obiezioni che l’intervento ha sollevato: in termini di sicurezza e di efficacia della procedura.


Il parere del medico
"Iniettando del tessuto adiposo nel seno, una parte di questo produce inevitabilmente calcificazioni a livello della ghiandola mammaria. Queste possono confondersi con quelle che caratterizzano alcuni tumori mammari. Oggi, le moderne tecniche radiologiche, però, permettono una più facile differenziazione. Grazie a nuove acquisizioni sugli esami mammografici si può considerare l’impianto di tessuto adiposo nel seno con lipofilling sicuro. Il secondo problema di sicurezza, specialmente nelle pazienti indotte a ricostruire il seno per problemi di tipo oncologico, è originato dalla possibile stimolazione o formazione di nuove neoplasie da parte delle cellule che vengono trasferite, il grasso, infatti, è ricco di cellule staminali adulte, oltre che di adipociti. Recentemente, Jean Yves Petit, direttore della Divisione di chirurgia plastica all’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano ha pubblicato uno studio sulla rivista Annals of Oncology relativo proprio ai possibili rischi del lipofilling nelle donne operate di cancro al seno. La conclusione dei ricercatori è stata univoca: questa tecnica non è pericolosa quando praticata sulle pazienti oncologiche”, dice il chirurgo. Ma non finisce qui, perché “esiste un altro problema di sicurezza originato dall’iniettare grossi volumi di grasso (necessari per gli ingrandimenti desiderati attualmente), perché il grasso non attecchito può dare origine a gravi infezioni, potenzialmente pericolose per la vita".


Un nuovo metodo
Forse una soluzione la offre il Brava System, un nuovo metodo per effettuare il lipofilling della mammella ideato dal professor Roger K. Khouri, chirurgo plastico americano. La rivista Plastic Reconstructive Surgery Journal ha pubblicato uno studio sul tema. La novità? Si tratta di un reggiseno bio-meccanico che, esercitando una pressione negativa sulle mammelle, svolge la funzione di espansore mammario esterno. "Indossare questo speciale dispositivo prima di un intervento permette di preparare i tessuti a ricevere le cellule adipose e indossarlo nel post-operatorio permette di migliorare l’attecchimento del grasso innestato", sottolinea Paolo Mezzana spiegando che la "tecnica si esegue generalmente in anestesia locale con lieve sedazione e in regime di day hospital. Prima occorre aspirare del grasso mediante micro cannule dove il paziente ne ha in eccesso. Una volta prelevate, le cellule devono essere processate e centrifugate con appositi macchinari (metodica di Coleman). Solo allora il grasso purificato viene inserito attraverso cannule ancora più piccole nel seno. In questo modo sarà possibile rimuovere accumuli localizzati di grasso ed allo stesso tempo aumentare le dimensioni del seno, unendo così i vantaggi di due procedure distinte. Le cicatrici saranno di 1-2 mm nel sito donatore e nelle pieghe nascoste dei seni, la ripresa delle attività quotidiane sarà molto rapida. Il paziente deve comunque mettere in conto che non viene garantito un attecchimento totale del grasso inserito. Per questo la procedura dovrà essere eseguita in più sedute, almeno due.

di Roberta Maresci

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